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mercoledì 26 agosto 2009

Rischi del vaccino influenza suina

I rischi del vaccino per la febbre suina, un grave allarme arriva dall'Inghilterra

Un grave allarme arriva dall' Inghilterra sui possibili rischi a cui si andrebbe incontro con il nuovo vaccino della febbre suina. Il Daily Mail , qui potete leggere l'articolo, è riuscito ad intercettare una lettera che in via confidenziale le autorità sanitarie hanno mandato il 29 luglio 2009 a 600 neurologi chiedendo di indagare sul possibile collegamento tra sviluppo della Sindrome di Guillain-Barré e vaccino della febbre suina...leggi tutto sui rischi del Vaccino dell'influenza suina

lunedì 13 luglio 2009

Che cos'è l'obesità?


L'obesità è una condizione patologica cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso corporeo dovuto ad abnorme accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
Si verifica quando si altera l'equilibrio tra energia introdotta con gli alimenti ed energia spesa con l'esercizio fisico.

Allo stato attuale l'obesità, costituisce un problema sociosanitario di notevole entità; basti pensare che il rapporto sulla obesità redatto nel 2000 ha indicato che in Italia le persone obese sono 4 milioni, con un incremento del 25% rispetto al 1994, incremento che sembra crescere in prospettiva secondo una curva esponenziale. In Europa le persone obese, al di sopra dei 18 anni sono stimate intorno ai 15 milioni.

Perché si parla di obesità come condizione patologica, come malattia?
Per due ordini di motivi:
1) L'eccessivo peso corporeo determina di per sé una serie di problemi nello svolgimento delle attività quotidiane, lavorative e non, e crea difficoltà nelle relazioni sociali: nella maggior parte dei casi si ha quindi importante depressione e rifiuto del proprio corpo. Ciò spesso innesca un meccanismo perverso che induce l'obeso a rifugiarsi sempre di più nel cibo.

2) L'obesità rappresenta un grave fattore di rischio per:

• Diabete mellito tipo 2, ovvero non insulinodipendente
• Ipertensione arteriosa
• Aumento dei livelli circolanti dei trigliceridi, colesterolo ed acido urico
• Insufficienza coronarica e infarto del miocardio
• Insufficienza respiratoria e/o apnea notturna
• Insufficienza venosa degli arti inferiori, elevata predisposizione alla malattia tromboembolica, causa di morte improvvisa per embolia polmonare.
• Malattie delle ossa e delle articolazioni (artrosi del ginocchio, ernia del disco, etc.) da eccessivo carico sull'apparato scheletrico
• Ridotta funzionalità gonadica (insufficienza testicolare ed ovarica)
• Calcolosi della colecisti
• Aumento della incidenza del cancro del colon retto, dell'utero e della mammella

Molti studi che indagano i nessi tra l'eccessiva assunzione di cibo con conseguente obesità e l'incidenza della mortalità evidenziano che la spettanza di vita di un individuo obeso è mediamente la metà di quella di un individuo normopeso. L'OMS riferisce che "l'effetto del sovrappeso sulla mortalità persiste durante l'intera durata della vita", sebbene questo effetto sia più marcato tra gli uomini e le donne sotto i 50 anni di età...Leggi tutto l'articolo sull'obesità

venerdì 3 luglio 2009

Specie animali, verso l’estinzione di massa

Specie animali, verso l’estinzione di massa


«A causa del mutamento climatico rischiano di sparire un terzo degli anfibi e un mammifero su quattro. E i nostri dati sono fortemente sottostimati». —
Un mammifero su quattro rischia di estinguersi, così come un terzo degli anfibi e un ottavo degli uccelli. La crisi della natura è peggiore di quella dell’economia, avverte l’Iucn, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, che ha pubblicato ieri l’ultima edizione della Red List, la Lista rossa delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione o ad alto rischio.
Un catalogo di quasi 45mila voci che comprende anche la black list delle specie definitivamente scomparse, fra quelle conosciute e catalogate. Un libro dei ricordi con 869 ritratti, contro i 784 disegnati dal rapporto pubblicato nel 2004. «Ma questo non significa che abbiamo la certezza che in questi quattro anni siano scomparse 85 specie. La Lista rossa ha preso in considerazione anche dati che prima non si avevano», spiega a Terra Sarah Horsley, rappresentante dell’Iucn.
La certezza invece non manca sulle specie che ora, in questi anni, stanno toccando la soglia del non ritorno: quasi 17mila sulle 45mila prese in esame, il 40 per cento circa del totale tra alberi, insetti, pesci, uccelli, fiori, piante, mammiferi. La lista dell’Iucn analizza solo il 2,7 per cento delle specie che si calcola popolino il nostro pianeta: il calcolo del rischio - per l’organizzazione mondiale - «è quindi fortemente sottostimato, ma fornisce una fotografia efficace di quello che sta accadendo a tutte le forme di vita sulla Terra».
E quello che sta accadendo sembra essere una vera e propria creazione alla rovescia, il sogno di una divinità distruttrice. In Europa sta arrivando al capolinea il 38 per cento delle specie dei pesci d’acqua dolce. L’antica ricchezza degli ecosistemi acquatici si sta trasformando in un problema, come spiega chiaramente l’Istituto: «L’alto livello di connettività dei sistemi d’acqua dolce, che permette all’inquinamento e alle specie invasive di diffondersi rapidamente sono le cause dell’alto livello di rischio».
Ma se i fiumi, le vene del living planet, portano veleno nel sistema, gli oceani rappresentano in questo momento l’ecosistema che sta correndo il più grande pericolo. Il rapporto, infatti, dimostra che una grande quantità di specie marine sta subendo l’impatto «dell’eccessivo sfruttamento delle risorse di pesca, del cambiamento climatico, delle specie invasive, dello sviluppo costiero e dell’inquinamento». Sei specie di tartarughe marine su sette totali sono minacciate di estinzione, così come almeno il 17 per cento delle specie di squali e razze, a dimostrazione del fatto che il predatore più efficiente è sicuramente l’umanità nell’era delle macchine.
Se ne sta andando il 27 per cento degli 845 coralli che formano le barriere, ma un altro 20 per cento se la passa molto male e per un ulteriore 17 per cento non ci sono dati disponibili. Gli uccelli marini stanno peggio di quelli terrestri: a essere minacciati di estinzione sono il 27,5 per cento contro il 12 delle specie di terraferma. «La vita sul nostro pianeta sta correndo un serio pericolo - avverte l’Iucn - nonostante l’impegno preso dai leader mondiali di invertire il trend».
Tra gli obiettivi della comunità internazionale c’era quello di ridurre la perdita di biodiversità nel 2010: non si trattava di una promessa di stringente portata, visto che non fissava un obiettivo quantificabile. Ma il rapporto dell’Iucn dimostra che «il target del 2010 non sarà raggiunto ». Per la distruzione degli habitat, per lo sfruttamento intensivo di tutte le risorse naturali, ma anche per effetto del cambiamento climatico che continua ad avanzare.
Secondo il rapporto dello Iucn, «una significativa percentuale delle specie attualmente non minacciate da estinzione sono sensibili al cambiamento climatico». Un pacchetto che include il 30 per cento degli uccelli, il 51 per cento dei coralli e il 41 per cento degli anfibi, nuova frontiera annunciata dell’estinzione di massa. «C’è ancora molta strada da fare per invertire la rotta», avverte il vicedirettore del Programma Specie dell’organizzazione, Jean-Christophe Vié.
«È ora di riconoscere che la natura è la più grande azienda della Terra, che lavora a beneficio del 100 per cento dell’umanità e che lo fa gratuitamente. I governi dovrebbero porre il massimo sforzo per salvarla, come fanno per salvare i settori economici e finanziari».
Uno sforzo necessario non solo per motivi ideali: «Si pensi alla pesca senza pesce, all’industria del legno senza alberi, al turismo senza barriere coralline, alle coltivazioni senza insetti impollinatori. Si immagini il danno alle nostre economie e alle nostre società. Tutte le piante e gli animali che popolano la Terra hanno un ruolo specifico e contribuiscono all’alimentazione, alla medicina, all’ossigeno, all’acqua pura, all’impollinazione, alla cattura del carbonio e alla fertilità del suolo. Le economie mondiali sono totalmente dipendenti dalla diversità delle specie»...Vai al portale degli animali

Da Terranews

giovedì 21 maggio 2009

Allarme caldo a Perugia e a Roma

È emergenza caldo a Perugia, dove già ieri la temperatura massima era stata di 30 gradi ma per i prossimi giorni, in particolare da giovedì in poi, Umbriameteo prevede una intensificazione del caldo in tutta la regione con temperature massime che in qualche caso potranno superare i 33 gradi.

Il Comune di Perugia ricorda che per domani il Dipartimento della Protezione civile ha attivato il livello di “emergenza 2”. Pertanto il Comune fornisce una serie di indicazione cui attenersi per affrontare meglio caldo e umidità e invita la popolazione a telefonare all'Asl, all'Uffici relazioni con il pubblico ed alle Circoscrizioni «per conoscere i servizi a cui ci si può rivolgere in caso di necessità» e per usufruire di speciali aree di accoglienza.

Umbriameteo nell' ultimo bollettino spiega che la cappa biancastra che si forma al mattino sui cieli della regione è prodotta dalla sabbia in sospensione proveniente dal deserto libico del Shara trasportata dalle correnti meridionali nei giorni scorsi. Correnti che torneranno a intensificarsi tra giovedì e venerdì caricandosi di umidità sopra il Mar Mediterraneo e portando così anche in Umbria caldo «moderatamente afoso» con umidità intorno al 60 per cento.

E' allerta caldo in tutta Italia, soprattutto per venerdi', quando le temperature supereranno i 30 gradi. Roma, Perugia, Frosinone e Ancona, sono le citta' piu' a rischio, secondo quanto rileva il sistema di previsione e prevenzione della protezione civile. Nella capitale e nel capoluogo umbro il livello sara' massimo (tre su una scala che parte dal livello zero) nella giornata di venerdi', con una temperatura massima percepita rispettivamente di 31 e 30 gradi. Le condizioni meteo potrebbero mettere a rischio soprattutto anziani e bambini, provocando malori e abbassamenti di pressione, soprattutto tra le 11 e le 17, fascia a maggior rischio. La protezione civile consiglia in questi casi, secondo la procedura del sistema attivo in ventisette citta' italiane, interventi di prevenzione mirati. A Roma si distribuiscono agli anziani opuscoli informativi con consigli utili per evitare le insolazioni e i malori, curati dall'assessorato comunale alla Salute.

Fonte: Il Sussidiario.net


venerdì 13 marzo 2009

Crisi economica 2009

La crisi economica del 2009

Nel 2009 rischia di proliferare la diffusione del fenomeno dell’usura a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie. Il sovra indebitamento delle famiglie italiane, nel 2008, è cresciuto del 41,1%, rispetto al 2007 e la propensione all’usura nel 2009 sale del 25,7%”. Lo affermano i dati statistici resi noti da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente e Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno dell’usura in Italia.

La crisi mondiale, prima finanziaria e poi economica con gravi ripercussioni sul sistema del credito, delle imprese e sul mercato del lavoro, potrebbe essere più grave del previsto; nessuno si azzarda ad individuare con certezza quando si uscirà da una fase che è la peggiore dal ‘29 a questa parte.