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martedì 20 aprile 2010

Earth Day 2010, le iniziative della giornata dedicata alla Terra


Earth Day 2010, le iniziative della giornata dedicata alla Terra

Earth Day
compie 40 anni. Era il 22 aprile 1970, quando 20 milioni di americani si mobilitarono per una dimostrazione a favore della tutela dell’ambiente.

Il 22 aprile 2010 si torna a celebrare l’Earth Day, la giornata della Terra, dedicata alla riflessione sullo stato di salute del pianeta e alla sensibilizzazione e all’informazione dei rispettivi cittadini.

Sono migliaia le iniziative previste in 175 Paesi del mondo da San Paolo del Brasile fino a Pechino in Cina...Leggi tutto su Earth Day 2010

mercoledì 26 agosto 2009

Gli Anunnaki e le origini dell'umanità


Gli Anunnaki e le origini dell'umanità

Partiamo dall’ Enuma Elish, ossia dal “Poema della creazione”, da quelle sette tavole d’argilla lasciateci in eredità dai Sumeri. Poniamo il nostro sguardo su quello che vogliono raccontarci, al di là del tempo e delle credenze che ci sono state imposte fino ad adesso. Chiudiamo gli occhi e immaginiamo un popolo che, quando il nostro mondo era ancora giovane, discese su di esso per motivi che possono essere soggetti ad ulteriori interpretazioni, ma che comunque li aveva portati lontano dal loro pianeta d’origine. Immaginiamo che questi visitatori, in mezzo a tanti animali e piante abbiano scorto un potenziale ominide, e abbiano deciso di modificarlo geneticamente rendendolo più simile a loro, per poterli aiutare durante la loro permanenza sulla terra. All’inizio gli esperimenti non riuscirono bene, ma uno di loro continuò ad insistere fino a quando l’ominide fù completo e compatibile con loro. La nuova razza che aveva creato era un ibrido perfetto, una fusione che aveva migliorato sia la nostra specie che la loro…era nata l’umanità. Questi visitatori, nell’Enuma Elish, vengono chiamati Anunnaki, che significa “coloro che scesero dal cielo” e all’interno dello scritto si parla anche del loro pianeta d’origine…Nibiru ( il pianeta del passaggio )…che si stà avvicinando…

Ma vediamo cosa ci racconta l’Enuma Elish, (considerato, fino a poco tempo fa, un mito), attraverso le conoscenze e gli studi che abbiamo oggi. Gli Anunnaki sarebbero venuti sulla terra circa 450.000 anni fa, in cerca di oro e minerali, in quanto sul loro pianeta (Nibiru), l’atmosfera scarseggiava e l’oro, pare, potesse proteggerla. Nella località di Eridu, nel sud della mesopotania, questi visitatori, poi divinizzati, attrezzarono il loro primo avamposto sul suolo terrestre (per estrarre l’oro dalle acque del Golfo Persico). Il comandante di questa spedizione si chiamava Enki, ed era il figlio di quello che, i Sumeri, chiamavano Anu.

Circa 430000 anni fa il clima sulla terra divenne più mite e così altri Anunnaki arrivarono sul nostro pianeta…tra loro arrivò anche Ninharsag, capo ufficiale medico e sorellastra di Enki.

Successivamente, 416000 anni fa, dato che la produzione di oro scarseggiava, il padre di Enki, Anu, scese sulla terra con Enlil, suo erede, e quindi ,suppongo, suo primogenito. Si decise allora di estrarre l’oro da un’altra parte, così venne scelta l’ Africa Meridionale. Le nomine avvennero senza votazione, per estrazione. Enlil conquistò, così, il comando della missione sulla terra mentre Enki, invece, venne mandato in Africa….

…Quando Anu, convinto che tutto fosse a posto, si accinse a lasciare la terra, dovette invece fronteggiare la minaccia di un sovversivo, il nipote Alalu. Circa 400000 anni or sono, fra i sette insediamenti funzionali della Mesopotamia meridionale, figuravano Sippar (il porto spaziale), Nippur (il centro controllo della missione), Badtibira (un centro metallurgico), e Shuruppak ( un centro medico). I metalli arrivavano via mare dall’ Africa e una volta raffinati venivano inviati agli Igigi ( i 300 Annunaki che erano assegnati alla navicella spaziale e alla stazione di passaggio su Marte) che dovevano rimanere in orbita e trasferirsi successivamente su navette spaziali che venivano periodicamente da Nibiru. 380000 anni fa, il nipote di Alalu, appoggiato dagli Igigi, cercò di ottenere il dominio sulla terra, ma fortunatamente la fazione di Enlil vinse la Guerra degli Antichi Dèi. Ancora, 300000 anni fa, gli Anunnaki che lavoravano nelle miniere d’oro decisero di ammutinarsi. Enki e Ninharsag, allora, crearono , attraverso la manipolazione genetica degli ovuli di donne-scimmia, dei lavoratori primitivi che sostituirono gli Anunnaki nei lavori manuali. Enlil fece allora irruzione nelle miniere portando i nuovi lavoratori in Mesopotamia, in quello che noi abbiamo da sempre chiamato Eden…

Prima di continuare con la storia, attualissima, degli Anunnaki, facciamo una breve riflessione…

Ai giorni nostri, ormai, tutti conosciamo le potenzialità della genetica, e, anche noi, se vogliamo, siamo delle divinità nei confronti dei vari esperimenti genetici che abbiamo portato al termine…lo siamo perchè anche noi, manipolando i geni abbiamo donato la vita…

Abbiamo creato dei cloni…certo, non ancora con noi stessi, ma ci arriveremo…si potrebbe benissimo fare con le conoscenze che abbiamo oggi. E sempre con queste innumerevoli conoscenze, che abbiamo già da tempo, potremmo decidere che aspetto avrà il nascituro ancor prima che si sia formato…se avessimo sviluppato maggiormente l’ingegneria spaziale forse avremmo potuto attuare anche noi, quello che, millenni fa, attuarono questi visitatori…e cioè una massiccia evoluzione genetica della specie che più si avvicinava a loro stessi…

Non è così irreale, se ci pensate, e i Sumeri ne parlavano da millenni…così come parlavano di Nibiru, il pianeta del passaggio, il loro luogo di provenienza…

E anche Nibiru è una realtà.

Nei miei prossimi post parlerò ampiamente anche di Nibiru, ma ora torniamo a loro, a coloro che discesero dal cielo, e che, per alleviare le loro fatiche crearono l’uomo così come lo conosciamo.

Ci crearono per essere schiavi, per lavorare al loro posto nelle miniere…

Noi, non abbiamo utilizzato nostri simili come schiavi durante tutto il corso della nostra esistenza come umanità? Si, e dovremmo vergognarcene. Loro invece crearono una razza a parte, un ibrido, un semidio, se così possiamo chiamarlo…quell’ ibrido siamo noi. Non è così assurdo, considerando le conoscenze che abbiamo raggiunto....Leggi tutto sugli Anunnaki

Fonte: 2012.allascoperta.com

venerdì 10 luglio 2009

La verità sugli ufo o alieni

La verità sugli alieni o UFO per me

Ciao a tutti,
è da un po' di giorni che vedendo varie trasmissione in TV e sentendo di strani avvistamenti UFO mi sto chiedendo se esistono davvero?
La mie ovviamente sono solo ipotesi però mi chiedo che se esistono altri sistemi solari idendici al nostro perchè dovremmo essere gli unici? No...secondo me non avrebbe senso. Probabilmente non siamo soli, ci sono altre forme di vita alieni in giro per lo spazio chissà dove.
E poi tutte le persone che parlano di avvistamenti e di essere stati rapiti son tutti visionari. Probabilmente un gran numero potrebbero essere inventati ma non tutti. Sono quasi convinta che i governi sanno ma non parlano perchè hanno paura di spaventare le gente. Preferiscono farci rimanere nell'ignoranza più totale e questo non mi va giù per niente. Dovremmo sapere la verità...è un diritto di tutti.
Voi che ne pensate....lasciate pure qualche commento, grazie....Leggi tutto sugli alieni

mercoledì 8 luglio 2009

Allarme tempesta solare diramato dalla Nasa

Studio Nasa dirama allarme tempesta solare nel 2012

La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.

Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.

La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.


leggete il dossier che in questi giorni e in mano alla NASA e all'ESA

http://www.scribd.com/doc/10043419/UFO-Blogger-NASA-Catastrophic-Sun-Storm-Possible-by-2012


sabato 4 luglio 2009

Sede G8 sicura all'Aquila

L'AQUILA: LA TERRA TREMA, 'SEDE G8 SICURA'

Una scossa sismica e' stata avvertita questa notte dalla popolazione della provincia dell'Aquila. Lo rende noto un comunicato della Protezione civile. Le localita' prossime all'epicentro sono state San Panfilo D'Ocre, Collimento e Fossa. Dalle verifiche effettuate non risultano al momento danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato all'1.12 con una magnitudo di 3.2.

La terra trema ancora dunque all'Aquila, dove l'8 luglio i Grandi della Terra si riuniranno per il G8. La scossa di stanotte arriva dopo quelle di ieri, la piu' forte alle 13.03, 4.1 la magnitudo. Nessun danno ma la gente è scesa di nuovo nelle strade spaventata; non ha invece sorpreso i sismologi, che da tempo avevano avvertito che lo sciame sismico cominciato con il terremoto del 6 aprile scorso sarebbe andato avanti ancora per mesi. Gli esperti non hanno dubbi, infatti, che la scossa sia un nuovo episodio della sequenza cominciata con il terremoto di magnitudo 6,2 del 6 aprile e che, inoltre, vada distinta dallo sciame che si è attivato nelle ultime settimane nella zona dei Monti Reatini, al confine fra Abruzzo, Lazio e Umbria, con almeno un centinaio di scosse. E la Protezione Civile assicura: la caserma della Guardia di finanza sede del vertice e' a prova di sisma ed e' pronto un dettagliato piano di evacuazione dei Grandi dalla struttura di Coppito.

Il terremoto è avvenuto pochi chilometri a Nord Est dell'Aquila, ad una profondità di 8,8 chilometri, e "rientra in pieno nella zona attivata il 6 aprile scorso", ha rilevato il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Giulio Selvaggi.

"Abbiamo detto più volte che la sequenza avviata con il terremoto del 6 aprile scorso non è finita e che potrà durare ancora per mesi", ha osservato ancora l'esperto. E' vero che a partire dal 6 aprile le scosse si sono ridotte di intensità e che da migliaia sono ormai alcune decine. Tuttavia è possibile che in questa progressiva riduzione dell'intensità e del numero di terremoti possano avvenire dei picchi, ossia scosse più violente. E' accaduto, per esempio, il 22 giugno scorso, quando un terremoto di magnitudo 4,5 è stato immediatamente seguito da repliche di magnitudo piuttosto elevata, pari a 3,8, 3,5 e 3,1. Un altro picco è quello che si é registrato oggi. Impossibile, secondo gli esperti, prevedere se, quando e dove potranno avvenire altri picchi, ma non è affatto da escludere che possano avvenire. Ogni terremoto violento, infatti, provoca un forte disequilibrio nell'area in cui avviene e determina una situazione nella quale alcune faglie possono arrivare più facilmente alla rottura. Di conseguenza, è possibile che nella zona della faglia che si è aperta il 6 aprile possano essersi attivate altre faglie, piccole o grandi. "Il prossimo futuro - rileva Selvaggi - è imprevedibile". Nel frattempo l'area della sismicità si è recentemente estesa, con la nuova sequenza in atto nella zona dei Monti Reatini. "Si nota un allargamento dell'area soggetta ad attività sismica di una decina di chilometri verso Nord-Ovest", rileva il sismologo Massimo Di Bona, funzionario di sala sismica dell'Ingv.

Lo sciame di eventi in corso in quest'area al confine fra Abruzzo, Lazio e Umbria è stato segnalato nei giorni dall'Ingv alla Protezione Civile a causa della particolare sismicità della zona, che nel 1703 è stata colpita da un terremoto molto violento. Un precedente che "é motivo di attenzione, in quanto in una zona nota per avere avuto una sismicità molto forte in passato,, come questa, è possibile che possano accadere forti terremoti, ma è impossibile prevedere dove e quando", osserva. "I terremoti - conclude l'esperto - sono fenomeni imprevedibili: è impossibile fare previsioni di tipo deterministico e prevederne l'evoluzione".

Ansa

venerdì 3 luglio 2009

Specie animali, verso l’estinzione di massa

Specie animali, verso l’estinzione di massa


«A causa del mutamento climatico rischiano di sparire un terzo degli anfibi e un mammifero su quattro. E i nostri dati sono fortemente sottostimati». —
Un mammifero su quattro rischia di estinguersi, così come un terzo degli anfibi e un ottavo degli uccelli. La crisi della natura è peggiore di quella dell’economia, avverte l’Iucn, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, che ha pubblicato ieri l’ultima edizione della Red List, la Lista rossa delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione o ad alto rischio.
Un catalogo di quasi 45mila voci che comprende anche la black list delle specie definitivamente scomparse, fra quelle conosciute e catalogate. Un libro dei ricordi con 869 ritratti, contro i 784 disegnati dal rapporto pubblicato nel 2004. «Ma questo non significa che abbiamo la certezza che in questi quattro anni siano scomparse 85 specie. La Lista rossa ha preso in considerazione anche dati che prima non si avevano», spiega a Terra Sarah Horsley, rappresentante dell’Iucn.
La certezza invece non manca sulle specie che ora, in questi anni, stanno toccando la soglia del non ritorno: quasi 17mila sulle 45mila prese in esame, il 40 per cento circa del totale tra alberi, insetti, pesci, uccelli, fiori, piante, mammiferi. La lista dell’Iucn analizza solo il 2,7 per cento delle specie che si calcola popolino il nostro pianeta: il calcolo del rischio - per l’organizzazione mondiale - «è quindi fortemente sottostimato, ma fornisce una fotografia efficace di quello che sta accadendo a tutte le forme di vita sulla Terra».
E quello che sta accadendo sembra essere una vera e propria creazione alla rovescia, il sogno di una divinità distruttrice. In Europa sta arrivando al capolinea il 38 per cento delle specie dei pesci d’acqua dolce. L’antica ricchezza degli ecosistemi acquatici si sta trasformando in un problema, come spiega chiaramente l’Istituto: «L’alto livello di connettività dei sistemi d’acqua dolce, che permette all’inquinamento e alle specie invasive di diffondersi rapidamente sono le cause dell’alto livello di rischio».
Ma se i fiumi, le vene del living planet, portano veleno nel sistema, gli oceani rappresentano in questo momento l’ecosistema che sta correndo il più grande pericolo. Il rapporto, infatti, dimostra che una grande quantità di specie marine sta subendo l’impatto «dell’eccessivo sfruttamento delle risorse di pesca, del cambiamento climatico, delle specie invasive, dello sviluppo costiero e dell’inquinamento». Sei specie di tartarughe marine su sette totali sono minacciate di estinzione, così come almeno il 17 per cento delle specie di squali e razze, a dimostrazione del fatto che il predatore più efficiente è sicuramente l’umanità nell’era delle macchine.
Se ne sta andando il 27 per cento degli 845 coralli che formano le barriere, ma un altro 20 per cento se la passa molto male e per un ulteriore 17 per cento non ci sono dati disponibili. Gli uccelli marini stanno peggio di quelli terrestri: a essere minacciati di estinzione sono il 27,5 per cento contro il 12 delle specie di terraferma. «La vita sul nostro pianeta sta correndo un serio pericolo - avverte l’Iucn - nonostante l’impegno preso dai leader mondiali di invertire il trend».
Tra gli obiettivi della comunità internazionale c’era quello di ridurre la perdita di biodiversità nel 2010: non si trattava di una promessa di stringente portata, visto che non fissava un obiettivo quantificabile. Ma il rapporto dell’Iucn dimostra che «il target del 2010 non sarà raggiunto ». Per la distruzione degli habitat, per lo sfruttamento intensivo di tutte le risorse naturali, ma anche per effetto del cambiamento climatico che continua ad avanzare.
Secondo il rapporto dello Iucn, «una significativa percentuale delle specie attualmente non minacciate da estinzione sono sensibili al cambiamento climatico». Un pacchetto che include il 30 per cento degli uccelli, il 51 per cento dei coralli e il 41 per cento degli anfibi, nuova frontiera annunciata dell’estinzione di massa. «C’è ancora molta strada da fare per invertire la rotta», avverte il vicedirettore del Programma Specie dell’organizzazione, Jean-Christophe Vié.
«È ora di riconoscere che la natura è la più grande azienda della Terra, che lavora a beneficio del 100 per cento dell’umanità e che lo fa gratuitamente. I governi dovrebbero porre il massimo sforzo per salvarla, come fanno per salvare i settori economici e finanziari».
Uno sforzo necessario non solo per motivi ideali: «Si pensi alla pesca senza pesce, all’industria del legno senza alberi, al turismo senza barriere coralline, alle coltivazioni senza insetti impollinatori. Si immagini il danno alle nostre economie e alle nostre società. Tutte le piante e gli animali che popolano la Terra hanno un ruolo specifico e contribuiscono all’alimentazione, alla medicina, all’ossigeno, all’acqua pura, all’impollinazione, alla cattura del carbonio e alla fertilità del suolo. Le economie mondiali sono totalmente dipendenti dalla diversità delle specie»...Vai al portale degli animali

Da Terranews

mercoledì 22 aprile 2009

EARTH DAY 2009, PER UN FUTURO ECOSOSTENIBILE

Tutti, a prescindere dalla razza, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano e sostenibile. L'Earth Day, il giorno della Terra, da quasi quarant'anni si basa saldamente su questo principio. Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. Oggi, su questo principio quantomai d'attualità ci si mobiliterà ancora, in 174 paesi del mondo.

L'Earth Day 2009 segnerà l'inizio di una grande campagna di sensibilizzazione denominata dagli organizzatori 'Green Generation Campaign' i cui punti principali sono la ricerca di un futuro basato sulle energie rinnovabili, che ponga fine alla nostra comune dipendenza dai combustibili fossili, incluso il carbone. Un impegno personale a un consumo responsabile e sostenibile. La creazione di una 'economia verde' che tolga la gente dalla povertà con la creazione di milioni di 'posti di lavoro verdi' e trasformi anche il sistema educativo globale in un sistema educativo 'verde'. Il 22 aprile, Giorno della Terra, è l'occasione per migliaia di eventi organizzati in scuole, comunità, villaggi e città in tutto il mondo. In Italia, per il terzo anno consecutivo, a promuovere la manifestazione sarà Nat Geo Music, il canale musicale di National Geographic.

A Roma, in serata, è previsto un grande concerto a Piazza del Popolo, con Ben Harper e altri artisti internazionali e italiani. Nelle sale cinematografiche anteprima del film 'Earth - La nostra Terra' prodotto da DisneyNature, un inno alla Terra e alla sua bellezza. Il giornalino per bambini 'Topolino' ha annunciato un numero a 'impatto zero', con le emissioni di gas serra generate dalla produzione di ogni singola copia compensate con la creazione e la tutele di nuove foreste, in italia e nel mondo.

AL VIA A SIRACUSA IL G8 AMBIENTE - Al via oggi pomeriggio e fino al 24 aprile, il G8 Ambiente di Siracusa. Il vertice dei ministri dell'Ambiente si svolge al Castello Maniace della città siciliana. Padrona di casa il ministro dell'Ambiente italiano, Stefania Prestigiacomo. Clima e biodiversità i due temi centrali. Sul fronte dei cambiamenti climatici punto chiave le tecnologie a basso contenuto di carbonio e l'alleanza tra nord e sud del mondo sullo sviluppo sostenibile. E proprio in tema di soluzioni per limitare le emissioni nel pomeriggio l'Italia e l'Australia sigleranno un accordo per la cattura della Co2.

Per salvare le specie, invece, in arrivo la "Carta di Siracusa" che mette i Governi di fronte alla necessità di preservare la diversità biologica anche nell'ambito della lotta al riscaldamento globale. Obiettivo principale del vertice, facilitare il dialogo sul tema dei cambiamenti climatici nella prospettiva della Conferenza Onu di Copenaghen il prossimo dicembre per un nuovo accordo globale dopo Kyoto.

In primo piano anche la questione salute e bambini, una "priorità" per gli Stati. In campo, per questo G8 Ambiente, oltre all'Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto, con la partecipazione della Repubblica Ceca (Presidenza di turno dell'Unione Europea), della Commissione Europea, della Danimarca in qualità di Presidenza della prossima Conferenza Onu sul clima, e di alcune Organizzazioni Internazionali. In programma per questa mattina l'incontro con le Ong.

E' una Siracusa blindata ma aperta quella che si appresta a dare inizio ai lavori del G8 Ambiente: circa 1.500 esponenti delle forze dell'ordine sono impegnati a garantire la sicurezza. La linea scelta è stata quella di limitare molto la zona 'rossa', quella interdetta ai non addetti ai lavori, e di permettere quindi la fruibilità del centro storico di Siracusa.

Al vertice si contrapporrà una manifestazione, un G-Tutti che avrà come culmine un corteo con comizio domani pomeriggio per "contestare il G8 Ambiente e le iniziative inadeguate contro l'inquinamento da parte dei Paesi che vi partecipano". Ai partecipanti alla contromanifestazione è stato riservato un grande slargo alla periferia della città dove è stato allestito un centro di accoglienza e dove sono stati realizzati un grande tendone e stand, e posti dei bagni chimici da campo. Ieri due trentenni, un uomo di Carlentini (Siracusa) e una polacca, dell'area della sinistra antagonista erano stati fermati perché trovati in possesso di una mazza e di pietre, all'interno dell'auto sulla quale viaggiavano nei pressi di Ortigia. Dopo i controlli sono stati rilasciati e denunciati dalla polizia per possesso di oggetti atti a offendere.

Fonte: Ansa