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mercoledì 26 agosto 2009

Venezia: allarme acqua alta


Allarme a Venezia: acqua alta da 30 a 250 volte l'anno entro 2100

Allarme per Venezia. I bellissimi palazzi che si affacciano sul Canal Grande, insieme alle sue chiese e ai suoi monumenti potrebbero essere invasi dall'acqua del mare sempre più spesso, tra le 30 e le 250 volte l'anno, entro la fine di questo secolo, malgrado il Mose. Lo dice uno studio apparso sull'ultimo numero di Climate Dynamics, nel quale Laura Carbognin, dell'Istituto di Scienze del Mare di Venezia, prevede per la "Città dell'acqua", e mai nome fu più azzeccato commenta New Scientist che riporta oggi la ricerca, un rapporto sempre più difficile con il mare. La ricercatrice spiega di aver combinato i dati relativi al processo di subsidenza, che affossa la città lagunare di un millimetro l'anno, con le previsioni sull'innalzamento del livello dei mari contenute nell'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Changes (IPCC), per realizzare un modello personalizzato che preveda come l'innalzamento del mare, anche locale, potrà cambiare le maree giornaliere della città. A Venezia, quando il livello del mare supera i 110 centimetri si parla "acqua alta", un fenomeno quello delle maree con le quali i veneziani fanno i conti almeno quattro volte l'anno, ma la Carbognini e il suo gruppo hanno scoperto che per la fine di questo secolo l'acqua alta potrebbe verificarsi più spesso e sommergere la città tra le 30 e le 250 volte l'anno con un impatto molto negativo sull'ambiente locale. Un'eventualità che la scienziata chiama un'"aggressione insostenibile". Ma contro l'aggressione del mare in tempesta e contro l'acqua alta c'è il Mose, il sistema di barriere progettato per proteggere la città dai flutti, che dovrebbe essere completato entro il 2014, che però, ha sollevato molte perplessità, viene ricordato nell'articolo, perché potrebbe trasformare la laguna in un acquitrino. Ma non solo, secondo una climatologa della Nasa Viviene Gornitz, il Mose potrebbe non bastare, perché le stime fatte sul susseguirsi degli eventi di acqua alta, potrebbero appartenere a scenari troppo prudenti. La realtà è peggiore, avverte la Gornitz, che ha collaborato al quarto rapporto dell'Ipcc: i livelli del mare stanno, già ora, crescendo più velocemente di quanto sia stato previsto dagli esperti Ipcc, e se le acque degli oceani si innalzeranno più dei 26-53 centimetri previsti dalla Carbognin, entro il 2100, il Mose, da solo, non ce la farà a fermare il mare. Per questo è urgente trovare altre alternative. Ad esempio, pompare l'acqua del mare negli acquiferi che si trovano a 700 metri di profondità sotto Venezia: così in un decennio si arriverebbe a far alzare il terreno di 30 centimetri e più e tenere a galla Venezia.

Vai al portale di Venezia
Fonte: Apcom


mercoledì 15 luglio 2009

Caldo: Massima allerta ondate calore a Bologna, Perugia e Roma

Caldo; Massima allerta ondate calore a Bologna, Perugia e Roma

Bologna e Roma 37 gradi, Perugia 38 gradi di temperatura percepita. E' allarme ondate di calore per giovedì prossimo.
Il livello di allerta sarà massimo, da bollino rosso, mentre in altre dodici città italiane, tra cui Torino, Firenze, Milano, Napoli e Campobasso, il livello è 'due' sulla scala da zero a tre utilizzata dal sistema della protezione civile nazionale per la prevenzione degli effetti della ondate di calore sulla popolazione attivo in 30 città italiane dal 16 maggio al 16 settembre.

Le previsioni meteo della protezione civile indicano per domani un aumento ulteriore delle temperature massime soprattutto su Sardegna e Sicilia, e zone interne della penisola. L'effetto dell'aria calda proveniente dalla Libia dovrebbe attenuarsi nella giornata di sabato.


mercoledì 8 luglio 2009

Allarme tempesta solare diramato dalla Nasa

Studio Nasa dirama allarme tempesta solare nel 2012

La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.

Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.

La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.


leggete il dossier che in questi giorni e in mano alla NASA e all'ESA

http://www.scribd.com/doc/10043419/UFO-Blogger-NASA-Catastrophic-Sun-Storm-Possible-by-2012


giovedì 21 maggio 2009

Allarme caldo a Perugia e a Roma

È emergenza caldo a Perugia, dove già ieri la temperatura massima era stata di 30 gradi ma per i prossimi giorni, in particolare da giovedì in poi, Umbriameteo prevede una intensificazione del caldo in tutta la regione con temperature massime che in qualche caso potranno superare i 33 gradi.

Il Comune di Perugia ricorda che per domani il Dipartimento della Protezione civile ha attivato il livello di “emergenza 2”. Pertanto il Comune fornisce una serie di indicazione cui attenersi per affrontare meglio caldo e umidità e invita la popolazione a telefonare all'Asl, all'Uffici relazioni con il pubblico ed alle Circoscrizioni «per conoscere i servizi a cui ci si può rivolgere in caso di necessità» e per usufruire di speciali aree di accoglienza.

Umbriameteo nell' ultimo bollettino spiega che la cappa biancastra che si forma al mattino sui cieli della regione è prodotta dalla sabbia in sospensione proveniente dal deserto libico del Shara trasportata dalle correnti meridionali nei giorni scorsi. Correnti che torneranno a intensificarsi tra giovedì e venerdì caricandosi di umidità sopra il Mar Mediterraneo e portando così anche in Umbria caldo «moderatamente afoso» con umidità intorno al 60 per cento.

E' allerta caldo in tutta Italia, soprattutto per venerdi', quando le temperature supereranno i 30 gradi. Roma, Perugia, Frosinone e Ancona, sono le citta' piu' a rischio, secondo quanto rileva il sistema di previsione e prevenzione della protezione civile. Nella capitale e nel capoluogo umbro il livello sara' massimo (tre su una scala che parte dal livello zero) nella giornata di venerdi', con una temperatura massima percepita rispettivamente di 31 e 30 gradi. Le condizioni meteo potrebbero mettere a rischio soprattutto anziani e bambini, provocando malori e abbassamenti di pressione, soprattutto tra le 11 e le 17, fascia a maggior rischio. La protezione civile consiglia in questi casi, secondo la procedura del sistema attivo in ventisette citta' italiane, interventi di prevenzione mirati. A Roma si distribuiscono agli anziani opuscoli informativi con consigli utili per evitare le insolazioni e i malori, curati dall'assessorato comunale alla Salute.

Fonte: Il Sussidiario.net