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giovedì 16 luglio 2009

Animali obesi: In Italia lo sono il 46% dei gatti ed il 36% dei cani

ANIMALI OBESI: IN ITALIA LO SONO IL 46% DEI GATTI E IL 36% DEI CANI

Emergenza 'obesita' a quattro zampe' in Italia. In linea con la tendenza al sovrappeso registrata fra i padroni anche i cani e i gatti del Belpaese stanno diventando 'oversize'. E, sorprendentemente, a litigare con la bilancia e' soprattutto la specie felina che mostra una maggior propensione all'eccesso di peso rispetto a quella canina. Risultato: e' sovrappeso o obeso ben il 46% dei gatti italiani, contro il 36% dei cani.
A fotografare l'incidenza degli 'animali taglia XL' nel nostro Paese e' un'indagine promossa dall'azienda Hill's Pet Nutrition e condotta da un pool di veterinari, nutrizionisti, docenti universitari che fanno parte della 'Pet obesity task force' italiana. La societa' ha commissionato ricerche in tutti i Paesi del mondo per avere un quadro preciso dell'obesita' negli animali domestici. Non un problema estetico, ma una vera e propria malattia sottovalutata, a detta degli esperti.
E, a sorpresa, neanche i cani e i gatti che vivono nella patria della dieta mediterranea spiccano per il peso forma. I dati italiani, raccolti su un campione di 5.521 animali (70% cani e 30% gatti) in cura da 144 veterinari della Penisola, sono in linea con quelli registrati in Europa dove, nell'ultimo decennio, il tasso di sovrappeso e obesita' tra gli animali domestici varia tra il 25 e il 45%.
E' boom di cani oversize nel Regno Unito dove il 40% risulta essere in sovrappeso, mentre il 25% e' affetto da obesita'. Ma anche in Francia gli amici a quattro zampe non se la passano meglio: il 39% dei cani e' in sovrappeso, e fortunatamente solo il 5% e' obeso. Secondo le stime dei ricercatori, l'esercito di animali troppo in carne conta nelle sue file 4 milioni di cani e 3,36 milioni di gatti. (Adnkronos)....Vai al portale degli animali

lunedì 13 luglio 2009

Diete dimagranti


La dieta dimagrante è un regime alimentare ipocalorico o restrittivo atto a produrre una riduzione di peso corporeo nella persona che lo segue.

Possono essere consigliate e studiate caso per caso da un dietista, ma spesso sono scelte in modo arbitrario dagli individui che ritengono di dover ridurre il proprio peso, spesso per cercare di corrispondere ad un determinato canone estetico. Malgrado vi siano numerose fonti (riviste, siti web, o il semplice sentito dire) che suggeriscono questa o quella dieta, intraprendere una dieta dimagrante senza sottoporsi ad uno stretto controllo medico può comportare gravi rischi per la salute e danni permanenti.

Dunque vediamo quali alimenti possono essere utili per perdere peso e disintossicarsi.

Ottimo, seppur puzzolente è il cavolfiore, in particolare la varietà detta romanesco, ricca di vitamina C e provitamina A. Particolarmente consigliato a chi soffre di stanchezza autunnale per la sua ricchezza in clorofilla. Aiuta in maniera decisa il funzionamento della tiroide e dunque migliora i risultati in maniera eclatante durante i vostri regimi ipocalorici. Contiene tanto zolfo sotto forma di oligolemento, perciò è particolarmente stimolante del fegato e dell’intestino.

Le diete dimagranti in un ambito di un programma generale di nutrizione, possono essere distinte in:
# Dieta di mantenimento: indicata in tutte quelle malattie nelle quali lo stato di nutrizione del paziente sembra bilanciato o che si ritiene che in seguito al processo morboso non occorra variare in modo sensibile la normale alimentazione.

# Dieta di recupero: indicata in tutte le malattie che richiedono un notevole aumento dei bisogni nutritivi o quando affiorano livelli nutrizionali particolarmente carenti.

# Dieta di transizione: indicata nei pazienti dopo un periodo di digiuno causato da particolari patologie.

# Dieta semiliquida: indicata in tutti i pazienti impossibilitati a deglutire.

# Diete dimagranti: indicate nei casi di obesità semplice o dove vi sia la presenza anche di alterazioni metaboliche....leggi tutto sulle diete dimagranti

Che cos'è l'obesità?


L'obesità è una condizione patologica cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso corporeo dovuto ad abnorme accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
Si verifica quando si altera l'equilibrio tra energia introdotta con gli alimenti ed energia spesa con l'esercizio fisico.

Allo stato attuale l'obesità, costituisce un problema sociosanitario di notevole entità; basti pensare che il rapporto sulla obesità redatto nel 2000 ha indicato che in Italia le persone obese sono 4 milioni, con un incremento del 25% rispetto al 1994, incremento che sembra crescere in prospettiva secondo una curva esponenziale. In Europa le persone obese, al di sopra dei 18 anni sono stimate intorno ai 15 milioni.

Perché si parla di obesità come condizione patologica, come malattia?
Per due ordini di motivi:
1) L'eccessivo peso corporeo determina di per sé una serie di problemi nello svolgimento delle attività quotidiane, lavorative e non, e crea difficoltà nelle relazioni sociali: nella maggior parte dei casi si ha quindi importante depressione e rifiuto del proprio corpo. Ciò spesso innesca un meccanismo perverso che induce l'obeso a rifugiarsi sempre di più nel cibo.

2) L'obesità rappresenta un grave fattore di rischio per:

• Diabete mellito tipo 2, ovvero non insulinodipendente
• Ipertensione arteriosa
• Aumento dei livelli circolanti dei trigliceridi, colesterolo ed acido urico
• Insufficienza coronarica e infarto del miocardio
• Insufficienza respiratoria e/o apnea notturna
• Insufficienza venosa degli arti inferiori, elevata predisposizione alla malattia tromboembolica, causa di morte improvvisa per embolia polmonare.
• Malattie delle ossa e delle articolazioni (artrosi del ginocchio, ernia del disco, etc.) da eccessivo carico sull'apparato scheletrico
• Ridotta funzionalità gonadica (insufficienza testicolare ed ovarica)
• Calcolosi della colecisti
• Aumento della incidenza del cancro del colon retto, dell'utero e della mammella

Molti studi che indagano i nessi tra l'eccessiva assunzione di cibo con conseguente obesità e l'incidenza della mortalità evidenziano che la spettanza di vita di un individuo obeso è mediamente la metà di quella di un individuo normopeso. L'OMS riferisce che "l'effetto del sovrappeso sulla mortalità persiste durante l'intera durata della vita", sebbene questo effetto sia più marcato tra gli uomini e le donne sotto i 50 anni di età...Leggi tutto l'articolo sull'obesità