Visualizzazione post con etichetta malattie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta malattie. Mostra tutti i post

venerdì 18 settembre 2009

Omeopatia




La Medicina Omeopatica è un metodo clinico e terapeutico che esamina il paziente nella sua globalità prendendo in considerazione unitariamente sia gli aspetti fisiologici, anatomici, costituzionali, ereditari, sia quelli temperamentali, emotivi, mentali. Il medico omeopatico non vede il paziente come un insieme di organi, ma si rende conto che esiste anche e soprattutto un mondo emozionale e psichico, che non deve essere escluso dalla raccolta dei sintomi. Anzi, questo detiene un ruolo importante nella manifestazione della malattia, come pure nel raggiungimento della salute.

Per l’Omeopatia, la persona è sana quando sa adattarsi alle varie circostanze della vita e quando sa mantenere in salute ed armonia tutte le sue parti: corpo, mente e spirito. Il concetto di “persona sana” abbraccia e insieme trascende quello di “corpo sano”.
Se un colpo d’aria fredda mi procura la bronchite, il vero problema è l’incapacità del mio organismo ad adattarsi e a difendersi dallo sbalzo di temperatura. Che poi mi sia ammalato ai bronchi è solo una conseguenza. Se ho delle placche sulle tonsille, è perché il mio organismo non è stato capace di impedirlo: ad una persona sana non succede, non può succedere.
Propriamente parlando non esistono malattie veramente locali. Certo, anche per l’omeopata esiste la bronchite, l’ascesso, la verruca; ma va compreso che è il malato ad aver lasciato che i suoi bronchi si ammalassero di bronchite, e non la bronchite ad aver reso l’uomo malato.
Esiste cioè un malato che precede e sostiene ogni malattia...Leggi tutto sull'Omeopatia

martedì 14 luglio 2009

Tendinite

Che cos'è la tendinite?


La tendinite è un processo infiammatorio di uno o più tendini, le robuste strutture anatomiche che connettono i muscoli alle ossa; è solitamente causata da traumi o da un uso intensivo (i cosiddetti microtraumi ripetuti), più raramente da infezioni o malattie autoimmuni, per esempio l’artrite reumatoide. Può verificarsi all’inserzione del tendine sull’osso, oppure in un punto qualsiasi del decorso del tendine; può interessare anche la guaina che lo riveste e in questo caso si parla di “tenosinovite”. Nei casi gravi si può verificare una lacerazione del tendine, che va riparata, nella maggioranza dei casi, per via chirurgica. Le tendiniti si verificano più frequentemente alle spalle, ai gomiti, alle ginocchia, ai polsi e alle caviglie.

Spesso le tendiniti necessitano soltanto di un adeguato periodo di riposo per guarire. Tuttavia, se il dolore impedisce le normali attività, perdura più di due settimane nonostante il riposo o si accompagna a gonfiore, arrossamento o febbre, è opportuno consultare il medico per una diagnosi e una terapia adeguata.


Sintomi della tendinite

Per quanto riguarda la localizzazione dei sintomi, ecco alcuni esempi relativi alle tendinite più comuni: il dolore è localizzato al gomito nel caso di un’epicondilite, alla parte immediatamente sopra il tallone nel caso di un interessamento del tendine di Achille, alla faccia interna della coscia in caso di infiammazione degli adduttori, subito sotto la rotula se la tendinite interessa il tendine rotuleo, alla spalla per infiammazione della cuffia dei rotatori, al polso dalla parte del pollice con irradiazione alla base del dito nel caso della tenosinovite dell’estensore del pollice (sindrome di De Quervain).

Come si cura la tendinite


Il trattamento più efficace nella tendinite del polso e del gomito è ridurre lo stress del tendine con il riposo, l'immobilizzazione o l'uso di un'ortesi (tutore da immobilizzazione). L'ortesi è un trattamento abituale per il polso. Molto spesso il problema può essere risolto usando un apparecchio durante la notte. Una regola efficace è dare ascolto al motto: "Se provoca dolore, non farlo" (o fallo il meno possibile fino a che permangono le condizioni aggravanti). Un trattamento drastico e relativamente efficace è l'immobilizzazione totale, dell'articolazione interessata, con un gesso, ma questa soluzione non è molto pratica né piacevole. Si possono ottenere allora gli stessi effetti con un'ortesi da usare per periodi limitati. Vari tipi di ortesi sono reperibili nel negozi di articoli sanitari, o possono essere costruite in ambulatorio da un medico esperto.

Alcune regole a cui prestare Attenzione: se la tendinite riguarda la spalla, non si deve immobilizzare, c'è il rischio di sviluppare una "spalla congelata", che è molto più difficile da trattare della tendinite stessa. Possono essere necessari diversi mesi per "risolvere" una spalla congelata. Per cui, anche se è doloroso, è opportuno mantenere un moderato e lieve movimento della spalla.

Nel tentativo di mettere a riposo una parte dolente, di solito si compensa con un'altra parte del corpo stesso, che viene ad essere sovraccaricata, con rischio si sviluppare la tendinite in un'altra sede. È possibile che questo meccanismo avvenga in modo inconscio. La terapia chirurgica deve essere una scelta estrema, ma talvolta in casi gravi può essere l'unica soluzione possibile, come ad esempio nel caso della sindrome del tunnel carpale, che è di solito poco rispondente ad altri trattamenti. Lo scopo finale della prevenzione è alleviare, trattare o curare le tendiniti per ridurre lo stress quotidiano. Una tendinite disturba molto di più ed è più difficile da guarire se la persona è sotto stress...Leggi tutto sulla tendinite

lunedì 13 luglio 2009

Diete dimagranti


La dieta dimagrante è un regime alimentare ipocalorico o restrittivo atto a produrre una riduzione di peso corporeo nella persona che lo segue.

Possono essere consigliate e studiate caso per caso da un dietista, ma spesso sono scelte in modo arbitrario dagli individui che ritengono di dover ridurre il proprio peso, spesso per cercare di corrispondere ad un determinato canone estetico. Malgrado vi siano numerose fonti (riviste, siti web, o il semplice sentito dire) che suggeriscono questa o quella dieta, intraprendere una dieta dimagrante senza sottoporsi ad uno stretto controllo medico può comportare gravi rischi per la salute e danni permanenti.

Dunque vediamo quali alimenti possono essere utili per perdere peso e disintossicarsi.

Ottimo, seppur puzzolente è il cavolfiore, in particolare la varietà detta romanesco, ricca di vitamina C e provitamina A. Particolarmente consigliato a chi soffre di stanchezza autunnale per la sua ricchezza in clorofilla. Aiuta in maniera decisa il funzionamento della tiroide e dunque migliora i risultati in maniera eclatante durante i vostri regimi ipocalorici. Contiene tanto zolfo sotto forma di oligolemento, perciò è particolarmente stimolante del fegato e dell’intestino.

Le diete dimagranti in un ambito di un programma generale di nutrizione, possono essere distinte in:
# Dieta di mantenimento: indicata in tutte quelle malattie nelle quali lo stato di nutrizione del paziente sembra bilanciato o che si ritiene che in seguito al processo morboso non occorra variare in modo sensibile la normale alimentazione.

# Dieta di recupero: indicata in tutte le malattie che richiedono un notevole aumento dei bisogni nutritivi o quando affiorano livelli nutrizionali particolarmente carenti.

# Dieta di transizione: indicata nei pazienti dopo un periodo di digiuno causato da particolari patologie.

# Dieta semiliquida: indicata in tutti i pazienti impossibilitati a deglutire.

# Diete dimagranti: indicate nei casi di obesità semplice o dove vi sia la presenza anche di alterazioni metaboliche....leggi tutto sulle diete dimagranti

lunedì 6 luglio 2009

Ippoterapia



L’ippoterapia é un intervento terapeutico che utilizza il cavallo, queste osservazioni hanno permesso di strutturare l'ippoterapia un intervento che parla di attività equestre nei confronti dei disabili o comunque dei portatori di handicap, occorre parlare più propriamente di ippoterapia o senso di benessere. Se un medico o un neurologo possono consigliarla in casi di traumi psichici. In tutti questi casi deve essere applicata insieme ad una presenza psicoterapeuta.

E’ comunemente conosciuta con questo nome, anche se la terminologia corretta è riabilitazione equestre. E’ consigliata a un vasto numero di utenti. Si va dalle disabilità fisiche, sindromi di Down, alle patologie mentali come la schizofrenia e l’autismo. Inoltre è consigliata anche a chi ha subito danni alla colonna vertebrale in seguito a incidenti automobilistici e alla terza età. Tutti devono in ogni caso sottoporsi alla visita preliminare di un medico.

L'etimologia di questa parola deriva dal greco hippos = cavallo e therapeia = cura, l'ippoterapia è quindi definibile come un insieme di tecniche mediche che utilizzano il cavallo per migliorare lo stato di salute di un soggetto umano.
L'ippoterapia consiste nell'induzione di miglioramenti funzionali psichici e motori attraverso l’attento uso dei numerosi stimoli che si realizzano nel corso della interazione uomo-cavallo.

Vai al portale dei Cavalli


giovedì 2 luglio 2009

Oggi è possibile guarire dalla leucemia

Oggi è possibile guarire dalla leucemia

Oggi, in molti casi, è possibile guarire completamente dai tumori del sangue come la leucemia, non tutti però ne sono a conoscenza. Durante un'indagine compiuta dalla Doxa, oltre la metà degli intervistati, il 56 per cento, era consapevole dei passi avanti fatti dalla medicina, il 20 per cento non sapeva esprimersi a riguardo e il restante 24 per cento riteneva che dalla leucemia non si potesse guarire.

La leucemia è un tumore mortale se non trattato adeguatamente ma, grazie ai progressi della medicina, le leucemie infantili sono oggi tra le forme di neoplasie più curabili. Oltre l'ottanta per cento dei bambini può guarire completamente grazie a programmi di cura molto sofisticati e complessi basati sulla chemioterapia. In alcuni casi più complessi, o refrattari alle cure, è necessario il trapianto di midollo osseo, queste circostanze sono però la minoranza.

Fra 1 o 2 anni potrebbe essere disponibile anche un nuovo farmaco in grado di agire contro la leucemia mieloide acuta degli adulti, questo tipo di neoplasie rappresentano circa il 30 per cento delle leucemie acute. Ogni anno in Italia oltre 15 mila persone si ammalano di una delle forme dei tumori del sangue, per fortuna la ricerca viene in contro a queste persone e per i tumori come mielomi e leucemie croniche escono farmaci ogni 3-4 mesi.


La cura delle leucemie è basata, essenzialmente, sulla somministrazione di farmaci (chemioterapia) o radiazioni (radioterapia) che distruggono le cellule malate.
Bisogna sapere che a tutt'oggi non ci sono medicine o mezzi per distruggere le cellule malate e rispettare quelle sane. Questo vuole dire che le cure danneggiano anche le cellule sane costringendoci a dare quantità ridotte del farmaco per non compromettere irrimediabilmente, l'organismo. Dosi inferiori evitano questo rischio, ma si capisce, sono meno efficaci per curare la malattia.

Il trapianto di midollo permette di aggirare quest'ostacolo.
Gli Specialisti distruggono con quantità elevate di farmaci, o radiazioni, tutte le cellule del midollo rosso, non solo i precursori che danno origine alle cellule Leucemiche, ma anche i precursori sani dei globuli bianchi, rossi e delle piastrine. A questo punto il malato è tecnicamente guarito dalla Leucemia, ma non potrebbe sopravvivere dal momento che non è più in grado di rinnovare le normali cellule del sangue. E' per questo motivo che il suo midollo rosso è rimpiazzato con quello di un donatore sano, il cui sangue è compatibile con quello del paziente.
Il midollo del donatore è prelevato direttamente dalle ossa, in anestesia generale, tramite aghi adatti allo scopo. Per lui, a parte una certa dolenzia nelle zone del prelievo che dura pochi giorni, non ci sono altre conseguenze, poiché le cellule midollari rimaste sono in grado di riprodursi e riformano completamente e in pochi giorni, il midollo rosso.
Il malato riceve il midollo sano del donatore con una banale trasfusione. Le cellule midollari sono in grado di trovare da sole la strada per insediarsi nelle ossa e ripopolare il midollo distrutto dalle cure.

Adesso, possiamo impiegare altre tecniche per ottenere le cellule staminali ematopoietiche. Queste, infatti, non popolano solo il midollo rosso, ma si trovano, anche se in numero piuttosto esiguo, nel sangue che scorre nei vasi. E' possibile, perciò, prelevare queste cellule dal sangue del donatore, con una tecnica che i medici chiamano emaferesi. A queste cellule sono poi aggiunte particolari farmaci che riescono a stimolarne potentemente la proliferazione, permettendo agli Specialisti di ottenere in tempi ragionevoli un numero sufficiente di staminali da iniettare al paziente.

Sebbene le Leucemie siano affezioni molto serie, oggi un sempre maggior numero di malati riesce a guarire completamente o ad avere duraturi periodi di completo benessere. La complessità delle Leucemie e i continui progressi della medicina impongono che il trattamento di queste malattie sia effettuato presso centri molto specializzati che possono dare ad ogni paziente tutte le delucidazioni sulla natura della malattia e le possibilità di cura a lui più adatte, garantendo standard elevati nella diagnosi e nella terapia...leggi tutto sulla leucemia

martedì 30 giugno 2009

Retinopatia diabetica

Che cos'è la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e costituisce nei paesi industrializzati la principale causa di cecità legale (residuo visivo non superiore a 1/20 nell'occhio migliore) tra i soggetti in età lavorativa.

I sintomi ad essa correlati spesso compaiono tardivamente, quando le lesioni sono già avanzate, e ciò sovente limita l'efficacia del trattamento.

I complessi meccanismi del diabete creano danni ai vasi sanguigni e alla retina in due modi: 1) la malattia può causare un indebolimento dei vasi sanguigni, con conseguente perdita di sangue o di siero nell'occhio; 2) la malattia può causare la proliferazione di nuovi vasi sanguigni anomali. Questa crescita di nuovi vasi è chiamata retinopatia diabetica proliferante. I nuovi vasi non solo sono fragili e soggetti a "perdite", ma si sviluppano spesso in aree dove i vasi sanguigni non dovrebbero essere presenti...Leggi tutto sulla retinopatia diabetica

Torna alla sezione delle malattie degli occhi




lunedì 29 giugno 2009

Mangiare grassi animali può aumentare il rischio di cancro al pancreas

Mangiare grassi animali può aumentare il rischio di cancro al pancreas

Il cancro al pancreas è uno dei tipi di patologie più a rischio mortalità tra quelle conosciute. Riuscire a prevenirlo è senz’altro tra le azioni migliori che si possano compiere.
Una di queste, potrebbe essere quella di assumere pochi grassi animali per mezzo di carne rossa e prodotti lattiero caseari. Questo è quanto suggerisce una nuova ricerca pubblicata sul "Journal of the National Cancer Institute".

In questo nuovo studio, condotto dal dr. Rachael Z. Stolzenberg-Solomon della Divisione Cancer Epidemiology and Genetics presso il National Cancer Institute di Bethesda, sono stati analizzati i dati raccolti dal National Institutes of Health - AARP Diet and Health Study da più di 500mila persone.
I partecipanti alla ricerca hanno dovuto compilare un questionario riguardante le abitudini alimentari tra il 1995 e il 1996, per poi essere seguiti per una media di 6 anni valutando lo stato di salute e le eventuali diagnosi di cancro al pancreas.
Dai risultati è emerso che gli uomini e le donne che avevano consumato grandi quantità di grassi animali mostravano rispettivamente un tasso maggiore del 53% e 23% di casi di cancro pancreatico rispetto a coloro che consumavano meno grassi. In media, il rischio di tumore al pancreas era del 36% maggiore nei soggetti che consumavano molti grassi animali.

I ricercatori hanno commentato i risultati suggerendo che vi sia una possibile correlazione tra l’assunzione di grassi animali da carne rossa e prodotti lattiero caseari nel maggiore rischio di cancro pancreatico. Al contrario non vi sono evidenze di sorta nell’assunzione di grassi polinsaturi da fonti vegetali.

Fonte: lastampa.it

giovedì 25 giugno 2009

Catturata sul Po una tartaruga azzannatrice

Catturata sul Po una tartaruga azzannatrice

Pesa oltre dieci chilogrammi, morde e potrebbe trasmettere malattie rare. E' la tartaruga azzannatrice o 'Chelydra serpentina', rettile originario del Nord America catturato dagli uomini del Servizio Cites di Verona del Corpo forestale dello Stato sulle sponde del Po nei pressi di Canaro (Rovigo).

Il raro esemplare, particolarmente pericoloso per la salute e l'incolumità pubblica secondo i forestali è stato probabilmente abbandonato da qualcuno perché ormai ritenuto ingombrante, La tartaruga 'scomoda', a causa delle notevoli dimensioni e della pericolosità, sarebbe andata incontro a morte sicura e avrebbe anche potuto provocare incidenti per chi si fosse avvicinato scambiandola per una innocua tartaruga terrestre. Si tratta del secondo ritrovamento a distanza di poche settimane di questo tipo di esemplare dopo il recupero di una tartaruga azzannatrice a Roseto degli Abruzzi (Teramo), detenuta illegalmente in una casa.

L'esemplare 'veneto' è stato trasferito dagli agenti del Corpo forestale dello Stato a Perugia, nel Centro Zoo Project, in attesa di essere portato presso una idonea struttura, autorizzata dal Ministero dell'Ambiente.

Vai al portale degli Animali

lunedì 8 giugno 2009

Problemi della vista: miopia, cataratta, il glaucoma e la Presbiopia

Le principali malattie degli occhi

L'occhio è un organo molto delicato. La natura, per questo, gli ha offerto la massima protezione: lo ha collocato in una cavità ossea, che è l'orbita oculare, e lo ha dotato di grande elasticità per attenuare gli effetti di urti e traumi. Anche le palpebre contribuiscono all'azione di difesa, proteggendo la parte anteriore dell'occhio. Con il battito continuo, infatti, le palpebre distribuiscono su tutta la superficie il liquido lacrimale, che ha proprietà lubrificanti, detergenti e antibatteriche ed è in grado di allontanare corpi estranei, diluire eventuali sostanze irritanti e risolvere le irritazioni più lievi.
I più diffusi sono i difetti refrattivi: miopia, ipermetropia, presbiopia e astigmatismo.

Gli affetti da miopia vedono perfettamente oggetti vicini, ma hanno difficoltà a mettere a fuoco oggetti distanti.

Gli ipermetropi hanno problemi sia con oggetti vicini sia con oggetti lontani, gli astigmatici non hanno la giusta percezione della profondità, mentre i presbiti fanno fatica a mettere a fuoco velocemente.

Il glaucoma è un’affezione del nervo ottico. Quando l’occhio è colpito da glaucoma alcune cellule nervose muoiono, provocando degli scompensi visivi: la vista sarà disturbata da macchie scure (scotomi) che aumentano fino alla quasi totale cecità se la malattia non viene circoscritta. Anche con cure adeguate il glaucoma rimarrà sempre, ma può essere tenuto sotto controllo. L’età avanzata, la miopia, il diabete e l’ereditarietà sono fra le cause più frequenti del manifestarsi di questa malattia.

La cataratta consiste invece nell’opacizzazione del cristallino, che conduce alla progressiva perdita della vista. È più frequente con l’avanzare dell’età, ma ci sono anche casi di cataratta in età più giovane. La vista è offuscata perhé il cristallino non riesce a flitrare bene la luce, che non raggiunge uniformemente la retina.

La retinopatia diabetica è direttamente correlata al diabete. Gli affetti da diabete hanno una concentrazione di zuccheri nel sangue superiore alla norma. Questo causa alterazioni e ispessimento dei vasi sanguigni, soprattutto dei capillari, che impedisce il regolare funzionamento dell’ossigenazione dei tessuti. Anche la retina, ricca di capillari, è quindi soggetta a problemi diabetici. I sintomi non sono immediatamente visibili; con il progredire della malattia si possono riscontrare trombosi, riduzione della vista, annebbiamento, emorragie.