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venerdì 18 settembre 2009

Omeopatia




La Medicina Omeopatica è un metodo clinico e terapeutico che esamina il paziente nella sua globalità prendendo in considerazione unitariamente sia gli aspetti fisiologici, anatomici, costituzionali, ereditari, sia quelli temperamentali, emotivi, mentali. Il medico omeopatico non vede il paziente come un insieme di organi, ma si rende conto che esiste anche e soprattutto un mondo emozionale e psichico, che non deve essere escluso dalla raccolta dei sintomi. Anzi, questo detiene un ruolo importante nella manifestazione della malattia, come pure nel raggiungimento della salute.

Per l’Omeopatia, la persona è sana quando sa adattarsi alle varie circostanze della vita e quando sa mantenere in salute ed armonia tutte le sue parti: corpo, mente e spirito. Il concetto di “persona sana” abbraccia e insieme trascende quello di “corpo sano”.
Se un colpo d’aria fredda mi procura la bronchite, il vero problema è l’incapacità del mio organismo ad adattarsi e a difendersi dallo sbalzo di temperatura. Che poi mi sia ammalato ai bronchi è solo una conseguenza. Se ho delle placche sulle tonsille, è perché il mio organismo non è stato capace di impedirlo: ad una persona sana non succede, non può succedere.
Propriamente parlando non esistono malattie veramente locali. Certo, anche per l’omeopata esiste la bronchite, l’ascesso, la verruca; ma va compreso che è il malato ad aver lasciato che i suoi bronchi si ammalassero di bronchite, e non la bronchite ad aver reso l’uomo malato.
Esiste cioè un malato che precede e sostiene ogni malattia...Leggi tutto sull'Omeopatia

venerdì 17 luglio 2009

Vaccino contro l'influenza suina


No al vaccino contro l'influenza suina, non facciamoci manipolare dalle aziende farmaceutiche

Guarda caso le case farmaceutiche avvertono di un vaccino contro l’influenza suina che sarà pronto in pochi mesi e, ovviamente, si parla già di vaccinazione obbligatoria.

Ma vi rendete conto? L’influenza suina al momento è meno grave di una banale influenza stagionale. Il virus si è attenuato nel passaggio da animale a uomo e la percentuale di deceduti per questa specifica infezione è assolutamente inferiore a quella della solita influenza.

Ciononostante, hanno preparato un vaccino. Ma che cosa ce ne facciamo di un vaccino contro qualcosa che non è più pericoloso? Oltretutto detto vaccino non sappiamo se avrà o no effetti collaterali, perchè non hanno avuto il tempo di fare i soliti test e capirne sia l’efficacia che gli effetti indesiderati....Leggi tutto sul vaccino contro l'influenza suina

martedì 14 luglio 2009

Tallonite

Che cos'è la tallonite?

Il termine tallonite viene comunemente utilizzato per descrivere una condizione dolorosa del tallone. Nel linguaggio clinico si preferisce invece parlare di dolore calcaneare o di tallodinia.
Le cause alla base di tale sofferenza sono molteplici. All’origine della sintomatologia dolorosa calcaneare possono infatti esserci patologie traumatiche, metaboliche, neurologiche e congenite che a loro volta possono colpire le parti molli (tendiniti, borsiti, infiammazioni tendinee, fasciti) o quelle ossee (fratture da stress, spina calcaneale, artrosi astragalo calcaneare, tumori).

Anche semplici alterazioni posturali possono modificare l'assetto podalico e la distribuzione del carico su questa zona determinando la comparsa di tallodinie.

Le cause della tallonite:
obesità/sovrappeso;
artrosi e patologie reumatiche

alterazioni posturali primarie o secondarie

calzature non idonee (sportive, tacchi alti, scarpe anti infortunistiche)
attività sportiva
malattie metaboliche (gotta) e reumatiche (spondilite anchilosante, artrite reumatoide, condrocalcinosi, psoriasi ecc.)

La tallonite dello sportivo nella maggior parte dei casi insorge a causa delle continue sollecitazioni e microtraumi subiti dal piede. Si tratta di vere e proprie microlesioni che con il passare del tempo possono alterare la normale funzionalità del retropiede.

Come curare la tallonite

Come abbiamo visto le patologie a carico del retropiede sono numerose e di svariata eziologia.
Diventa quindi fondamentale diagnosticare il prima possibile la causa del dolore calcaneare tramite una visita specialistica (esame radiografico, posturale, ecografia, risonanza magnetica ecc.).
Fortunatamente le talloniti comuni guariscono nel giro di pochi giorni (1-3 settimane a seconda del tipo e dell'entità del problema) salvo alcune forme croniche che possono richiedere tempi di guarigione molto più lunghi.

E’ tuttavia di fondamentale importanza affrontare tempestivamente il problema in modo da evitare possibili peggioramenti ed allontanare il rischio di paramorfismi compensativi.

Il soggetto colpito da tallonite tende infatti a limitare il carico sul piede dolente adattando la postura e la deambulazione. A lungo andare tali compensazioni possono causare problemi anche seri ad altre strutture corporee (bacino, colonna vertebrale e ginocchia)...Leggi tutto sulla tallonite

sabato 11 luglio 2009

Che cos'è la chemioterapia?

Che cos'è la chemioterapia?

La chemioterapia è l'utilizzo di farmaci per il trattamento del cancro. I farmaci spesso sono chiamati farmaci anticancro.
La chemioterapia consiste nella somministrazione di particolari farmaci, detti citotossici o antiblastici, per distruggere le cellule tumorali (anche nel caso di leucemie e linfomi). Il trattamento può prevedere la somministrazione di un solo farmaco o di più farmaci scelti tra una gamma di circa 50 prodotti disponibili e largamente usati nella maggior parte dei paesi del mondo. La decisione su quale sia il trattamento più indicato dipende da molti fattori, in primo luogo dal tipo e dallo stadio del tumore, dalle condizioni biologiche (caratteristiche istologiche del tessuto neoplastico) e cliniche (età, sesso, pretrattamento, condizioni generali) del paziente.

Gli effetti collaterali della chemioterapia


Spesso, chi deve sottoporsi a chemioterapia è molto spaventato dai possibili effetti collaterali dovuti alla tossicità dei farmaci. Oggi, tuttavia, esistono rimedi (naturali e non) in grado di rendere più sopportabili tali effetti collaterali. L'omeopatia e la biochimica possono essere d'aiuto nel controllare tali effetti.

Gli effetti più comuni che si possono pertanto verificare riguardano la cosiddetta mielodepressione che può manifestarsi con leucopenia (abbassamento dei globuli bianchi), anemia (abbassamento dei globuli rossi) o piastrinopenia (abbassamento delle piastine); in genere tali effetti si evidenziano 8-10 giorni dopo la prima somministrazione del farmaco chemioterapico.

Normalmente, i pazienti recuperano i valori ematici ottimali senza ricorrere a particolari cure (un aiuto può venire anche dall'alimentazione e da integratori alimentari che aiutino il midollo osseo a riprendere le sue funzioni).

Gli effetti collaterali o tossici della chemioterapia costituiscono un aspetto assai importante di questo trattamento medico tanto che tuttora vengono ritenuti quasi sinonimi dall'opinione pubblica.

La maggior parte degli effetti collaterali sono assolutamente temporanei e scompaiono gradualmente alla sospensione del trattamento. Tra i più comuni effetti indesiderati ricordiamo: la caduta parziale o completa dei capelli (alopecia), la nausea, il vomito, l'alterazione della percezione degli odori e dei sapori, l'infiammazione delle mucose o stomatite, la debolezza ed il facile affaticamento, la perdita dell'appetito, la stipsi e la diarrea.

giovedì 16 aprile 2009

I medici pensavano fosse un cancro. Invece aveva un abete nel polmoni!!!

I medici pensavano fosse un cancro. Invece aveva un abete nel polmoni!!!

Un abete di 5 centimetri germogliato nei polmoni. I medici che hanno operato Artyom Sidorkin, un uomo di 28 anni, erano convinti che il giovane avesse un tumore maligno, poi, nel corso dell’intervento, l’inattesa scoperta: al posto della neoplasia c’era una piccola conifera di 5 centimetri d’altezza. E’ accaduto a Izhevsk, cittadina delle Russia centrale.

Lo staff medico che ha operato Sidorkin, guidato dal dottor Vladimir Kamashev, ipotizza che l’uomo abbia inalato un seme, dal quale sarebbe poi germogliato il piccolo abete che provocava forti dolori nel giovane, facendolo tossire sangue. Probabilmente, ipotizzano ancora i camici bianchi, a farlo stare così male erano gli aghi del piccolo albero che finivano per bucare i capillari dei polmoni, si legge nel tabloid locale ‘Komsomolskaya Gazeta’. “Ho provato un dolore lancinante - racconta il giovane - ma ad essere sincero non sentivo ci fosse un oggetto estraneo dentro di me. Sono felice e sollevato dal fatto che non si tratti di un cancro”.

Fonte: Adnkronos

giovedì 19 marzo 2009

Morta Natasha Richardson caduta dagli sci

Fatale la caduta sugli sci è morta Natasha Richardson. L'attrice, 45 anni, vittima di un incidente sulla neve, non ce l'ha fatta.

Natasha Richardson non ce l'ha fatta. L'attrice, 45 anni, in coma da tre giorni dopo una caduta sugli sci in Canada, è morta la scorsa notte in un ospedale di New York. Figlia di Vanessa Redgrave e sposata all'attore Liam Neeson, apparteneva alla più famosa dinastia di artisti britannici. Gran parte dei familiari erano giunti a New York nelle ultime ore per darle l'ultimo saluto.

"Liam Neeson, i suoi figli e l'intera famiglia sono sotto shock e devastati per la tragica morte della cara Natasha - ha detto un portavoce della famiglia - e sono profondamente grati per il sostegno, l'affetto e le preghiere di tutti e chiedono privacy in questo momento difficile". Secondo alcune fonti, i familiari avrebbero autorizzato i medici del Lennox Hill Hospital di New York a staccare la macchina che teneva in vita l'attrice.

L'incidente era avvenuto lunedì su una pista da sci per principianti nel centro turistico di Mont Tremblant, in Canada. L'attrice, che non indossava il casco di protezione, era caduta mentre stava prendendo lezioni da un istruttore. Dopo la caduta non aveva mostrato segni esterni di ferite ma, poichè aveva battuto la testa, era stata stata accompagnata in albergo dal personale di soccorso che le aveva consigliato di sottoporsi a un controllo medico. L'attrice aveva rifiutato, ma dopo poco aveva accusato una forte emicrania. Era stata accompagnata prima in un ospedale locale e quindi, visto che le sue condizioni si erano aggravate, al più attrezzato ospedale Sacre-Coeur di Montreal. A Montreal era giunto anche il marito Liam Neeson che stava girando un film in Canada.

Natasha Richardson ha lavorato molto sia per il cinema, che per la televisione ed il teatro (a Londra e a New York). Nel 1998 ha ricevuto un prestigioso Tony Award, gli Oscar del teatro, per il ruolo di Sally Bowles nel musical Cabaret. L'attrice fa parte di una celebrata dinastia di attori: sua madre è Vanessa Redgrave, gli zii sono Corin e Lynn Redgrave (entrambi attori), il padre è il regista Tony Richardson, il nonno è il leggendario Michael Redgrave e anche sua sorella Joely è una affermata attrice. La Richardson aveva conosciuto Neeson sul set del film di Jodie Foster, Nell. Si erano sposati nel luglio del 1994.

venerdì 13 marzo 2009

Spagna: Bimbo Scelto Geneticamente Per Salvare Fratello

Javier ce l'ha fatta. Il primo bebe' selezionato geneticamente in Spagna e nato per salvare il fratello Andres, gravemente malato, e' riuscito ad ottenere i primi risultati efficaci. Secondo il quotidiano spagnolo 'El Mundo', a cinque mesi dalla nascita del piccolo Javier, il sangue del suo cordone ombelicale e' stato usato per un trapianto di midollo osseo che sembra aver aver guarito il fratellino. L'operazione, realizzata il 23 gennaio, ha portato dei risultati positivi e sembra ''aver sconfitto la malattia'' di Andres, 7 anni, afflitto dalla beta-talassemia, ha spiegato la Giunta dell'Andalusia. Javier e' nato a ottobre con la speranza di poter dare a suo fratello maggiore l'opportunita' di continuare a vivere. Ma il piccolo Javier e' un 'bimbo speciale' perche' e' stato selezionato geneticamente con la tecnica della selezione pre-impianto che gli ha permesso di vivere senza il difetto genetico alla base della grave malattia ereditaria di Andres. Un 'bimbo speciale' anche perche' il sangue del suo cordone ombelicale e' stato utilizzato per il trapianto di midollo, con il quale, il fratello sta iniziando a produrre globuli rossi sani. Ottimismo espresso anche dall'ospedale Virgen del Rocio di Siviglia, struttura in cui e' stata praticata l'operazione: secondo alcune fonti, ''si puo' parlare di guarigione dato che da un mese e mezzo circa il bambino non ha bisogno di una trasfusione''.