Ironicamente, il giorno dopo che Tremonti ha dichiarato che il peggio della crisi è passato, le borse segnano una giornata decisamente negativa. Per la cronaca, va evidenziato che il Ministro dell'Economia non ha detto che la crisi è finita, ma ha fondamentalmente ripreso il concetto che si sta peggiorando più lentamente. Un elemento certamente importante, ma che certamente non vuol dire che la crisi sia finita. Per quanto sia comprensibile la volontà di creare aspettative positive.
Perché se è vero che si sta "peggiorando più lentamente", ci sono diversi elementi della situazione attuale che lasciano perplessi. Già, perché buona parte degli interventi "a sostegno della finanza" finora adottati possono pessimisticamente essere riassunti in pochi punti:
* Modifica delle regole contabili, in modo da consentire la sopravvalutazione di titoli di dubbio valore (e ridurre la loro circolazione sul mercato). A questo proposito va ad esempio detto che 2,5 miliardi di dollari dei profitti segnati da Citigroup nel primo trimestre 2009 sono dovuti all'applicazione di regole contabili che permettono di segnare un risultato positivo quando i propri titoli si svalutano sul mercato (e cioè, quando il mercato percepisce un aumento dei rischio), sulla base del fatto che -- nell'ipotesi che la banca ricomprasse i propri titoli sul mercato -- potrebbe risparmiare.
* Introduzione di meccanismi che fanno assumere ai "titoli tossici" prezzi di mercato maggiori di quelli "naturali".
* Svalutazione di fatto della moneta, che aumenta il valore nominale (ma non quello reale) dei titoli.
* Produzione di diverse problematiche di moral hazard.
Una visione certamente negativa (qualcuno potrebbe forse dire eccessivamente), che però ha più di un fondamento e che difficilmente fa venire voglia di dire che "i problemi sono stati risolti".
Prendiamo il mercato del credito: è vero che ha avuto una ripresa, ma non si può trascurare che questa è dovuta alla garanzia governativa introdotta. Se si tiene conto di questo elemento, e della maggiore affidabilità che questa garanzia dovrebbe -- appunto -- garantire, la ripresa è piuttosto modesta, come evidenzia anche un grafico del New York Times.
Insomma, certamente non bisogna farsi prendere dal panico (ma questo, neppure prima...), però bisogna essere consapevoli che la strada è ancora lunga. Il problema rimane piuttosto la mancanza di trasparenza del sistema finanziario e soprattutto "para-finanziario". Anche Zandra di ABI stessa ha evidenziato recentemente come sia un'anomalia che ancora oggi, a quasi due anni da quando il problema è stato evidenziato per la prima volta, non sia ancora chiaro quanti titoli tossici ci siano in circolazione.
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martedì 21 aprile 2009
venerdì 17 aprile 2009
Durata crisi economica 2009: il momento peggiore sarà a luglio, poi lenta ripresa.
Il prossimo mese di luglio la crisi economica mondiale toccherà il livello più basso e difficile: ad annunciarlo è David Kohl.
Autore: Marianna Quatraro
Fonte: businessonline.it
Il prossimo mese di luglio la crisi economica mondiale toccherà il livello più basso e difficile: ad annunciarlo è David Kohl, vice-capo economista di Julius Baer, che spiega come tutti gli effetti positivi delle azioni che si stanno facendo, si avvertiranno con un ritardo di nove mesi, a causa della politica adottata dalle banche centrali.
Dall’estate prossima in poi dovrebbe iniziare, dunque, la vera ripresa, se pur lentamente. In questo quadro di crisi attuale, Kohl sottolinea la posizione dell’Europa, leggermente migliore di quella degli USA. La FED, infatti, ha dei margini di gioco limitati, visto che i tassi negli Stati uniti sono attorno allo 0,25%, mentre la Bce ha dei margini lievemente più alti, in quanto i tassi europei sono del 2%.
Questo potrebbe dar vita ad un nuovo ribasso dei tassi, magari per tentare di riparare ai danni derivanti dall'aumento della disoccupazione. Anche Corrado Passera di Intesa SanPaolo ha ricordato le ragioni che hanno portato alla crisi finanziaria globale ma ha sottolineato anche le differenze tra il sistema bancario anglosassone, travolto dall'uragano, e quello europeo che, grazie alle regole e soprattutto alla disciplina con cui queste regole sono state osservate, è stato finora risparmiato.
E si è detto piuttosto ottimista: “L'Italia potrebbe superare la crisi un po' meglio di altri. E' meno indebitato e le esasperazioni sono state meno accentuate che altrove. Le banche sono più solide e il Paese è più flessibile. La crisi c’è ed è pesante ma sarà superabile”.
Dall’estate prossima in poi dovrebbe iniziare, dunque, la vera ripresa, se pur lentamente. In questo quadro di crisi attuale, Kohl sottolinea la posizione dell’Europa, leggermente migliore di quella degli USA. La FED, infatti, ha dei margini di gioco limitati, visto che i tassi negli Stati uniti sono attorno allo 0,25%, mentre la Bce ha dei margini lievemente più alti, in quanto i tassi europei sono del 2%.
Questo potrebbe dar vita ad un nuovo ribasso dei tassi, magari per tentare di riparare ai danni derivanti dall'aumento della disoccupazione. Anche Corrado Passera di Intesa SanPaolo ha ricordato le ragioni che hanno portato alla crisi finanziaria globale ma ha sottolineato anche le differenze tra il sistema bancario anglosassone, travolto dall'uragano, e quello europeo che, grazie alle regole e soprattutto alla disciplina con cui queste regole sono state osservate, è stato finora risparmiato.
E si è detto piuttosto ottimista: “L'Italia potrebbe superare la crisi un po' meglio di altri. E' meno indebitato e le esasperazioni sono state meno accentuate che altrove. Le banche sono più solide e il Paese è più flessibile. La crisi c’è ed è pesante ma sarà superabile”.
Autore: Marianna Quatraro
Fonte: businessonline.it
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venerdì 13 marzo 2009
Crisi economica 2009
La crisi economica del 2009
Nel 2009 rischia di proliferare la diffusione del fenomeno dell’usura a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie. Il sovra indebitamento delle famiglie italiane, nel 2008, è cresciuto del 41,1%, rispetto al 2007 e la propensione all’usura nel 2009 sale del 25,7%”. Lo affermano i dati statistici resi noti da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente e Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno dell’usura in Italia.
La crisi mondiale, prima finanziaria e poi economica con gravi ripercussioni sul sistema del credito, delle imprese e sul mercato del lavoro, potrebbe essere più grave del previsto; nessuno si azzarda ad individuare con certezza quando si uscirà da una fase che è la peggiore dal ‘29 a questa parte.
Nel 2009 rischia di proliferare la diffusione del fenomeno dell’usura a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie. Il sovra indebitamento delle famiglie italiane, nel 2008, è cresciuto del 41,1%, rispetto al 2007 e la propensione all’usura nel 2009 sale del 25,7%”. Lo affermano i dati statistici resi noti da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente e Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno dell’usura in Italia.
La crisi mondiale, prima finanziaria e poi economica con gravi ripercussioni sul sistema del credito, delle imprese e sul mercato del lavoro, potrebbe essere più grave del previsto; nessuno si azzarda ad individuare con certezza quando si uscirà da una fase che è la peggiore dal ‘29 a questa parte.
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