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martedì 25 agosto 2009

Gif animate di gatti



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lunedì 17 agosto 2009

I Gatti di Roma

Gatti di Roma

300.000 gatti vivono nella città eterna: 180.000 nelle case e 120.000 nelle strade. L'ultimo censimento, eseguito per conto dell'Ufficio per i Diritti degli Animali della capitale, ha contato oltre 4.000 colonie di gatti.

Nella Roma Antica il gatto rappresentava un compagno di vita terrena ed anche in quella oltre la morte.

In questo periodo storico molteplici sono i nomi propri o i cognomi con etimologia derivante dalla parola “gatto”: Felicula, Felicla (gattina o micina), Cattus, Cattulus (gatto, gattino).

Alcuni reparti dell’esercito romano sugli scudi recavano come simbolo gatti di colori differenti.

I Greci identificavano la dea Bastet con la loro dea Artemide, anch’essa protettrice di partorienti e fanciulli e Signora degli Animali.

L’introduzione nell’Impero Romano del culto di Bastet, poi identificata con la dea Iside, rafforzò nei romani il culto del gatto sacro.

In ogni città infatti vi era un tempio dedicato alla dea, detto Serapeum.

A Roma venne istituito un tempio che sorgeva dove oggi si trova la chiesa di Santo Stefano del Cacco, nel rione Pigna, qui venne rinvenuta la piccola statua della gatta che ancora oggi si può ammirare su un cornicione di Palazzo Grazioli, in Via della Gatta.

Nel Medioevo il gatto venne associato agli eretici, alle streghe e ai demoni, quindi per molto tempo il gatto venne bruciato sul rogo delle streghe, sacrificato nei riti e torturato.

Il gatto nero fu segnalato nel 1233 da Papa Gregorio IX come la reincarnazione di Satana e più tardi, nel 1484, Papa Innocenzo VIII scomunicò tutti i gatti e decretò che fossero bruciati tutti quelli trovati insieme alle streghe.

Solo nel Rinascimento il gatto domestico venne rivalutato dalla Chiesa tanto che il cardinale Richelieu lasciò parte della propria eredità ai suoi gatti.

Il gatto riacquistò il suo posto nel mondo e divenne l’ornamento dei salotti; dame ed ammiratori si facevano ritrarre nei quadri in loro compagnia ed alla morte del gatto costruivano tombe con relative iscrizioni o sonetti.

Alla fine dell’Ottocento si è talmente appassionati di questo felino un tempo maltrattato, che si organizzano le prime mostre ed esposizioni feline, si cominciano a stabilire gli standard delle diverse razze.

Il gatto ha iniziato ad essere amato come nel suo lontano passato, non è più considerato sacro come allora, ma è prima di tutto rispettato.

Nel Novecento i gatti di Roma furono alimentati a spese del Comune con razioni di trippa, ma in seguito l’insufficienza delle risorse suggerì dei tagli al bilancio da qui il detto “Nun c’è trippa pé gatti!”.

Oggi a Roma i gatti sono amati ed accuditi in colonie feline dalle “gattare”, che ogni giorno impiegano tempo e passione per portare cibo e cure agli animali.

I gatti a Roma stanno ovunque: possono essere giustamente considerati cittadini e simbolo della città. Una legge regionale stabilisce che un gruppo di oltre 5 gatti costituisce una colonia nell'habitat naturale urbano, ed è protetta dalla legge...Leggi tutto sui gatti di Roma


venerdì 19 giugno 2009

Splendidi gattini in cerca di una casa e di una famiglia che possa dargli tanto amore

Splendidi gattini in cerca di una casa e di una famiglia che possa dargli tanto amore

Ciao a tutti, questi splendidi gattini che vedete nella foto sottostante sono nati il 5 aprile 2009 e sono in cerca di una casa e di una famiglia che li possa amare e coccolare.

Se siete interessati potete contattare Rosanna al seguente numero telefonico: 339/5601563.

Perfavore aiutatemi a trovargli una casa.




giovedì 16 aprile 2009

Nasce finalmente il primo ospedale per gatti. Unico caso nella regione marche.



Unico caso nelle Marche. La città avrà un ospedale per gatti

Nasce il gattile sanitario in località Tre Ponti. L'assessore Gabbianelli: "E' una struttura necessaria visto che a Fano esistono ben 150 colonie feline"

gatto europeoSi è inaugurato il 10 aprile 2009, in località Tre Ponti il gattile sanitario comunale, una struttura unica nelle Marche in cui _spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Fano Fabio Gabbianelli: "Transiteranno gatti malati o infortunati".

"Una volta che i pazienti a quattro zampe saranno guariti verranno reinseriti nelle colonie feline oppure nell’Oasi Felina di via San Michele. A Fano, infatti esistono ben 150 colonie feline". Non si tratta di un normale gattile ma una specie di ospedale per i gatti fanesi.

martedì 17 febbraio 2009

Festa nazionale del gatto 2009

Il 17 febbraio è il giorno della Festa nazionale del gatto. Iniziativa nata dalla fervida mente della giornalista e gattofila Claudia Angeletti che nel 1990, attraverso le pagine della rivista "Tuttogatto", promosse un referendum tra i lettori per scegliere il giorno dell'anno più adatto a festeggiare questo nostro straordinario amico.

E' stato scelto il mese di febbraio perché è nel segno dell'Acquario, segno zodiacale degli spiriti liberi, intuitivi ed anticonformisti come solo i gatti sanno essere. Il giorno 17, numero scaramantico perché si può leggere 1 e 7, una vita per sette volte e il gatto, per tradizione popolare, ha sette vite.

Non mi rimane che fare tanti auguri a tutti i mici del mondo.
Per saperne di più vai all'articolo sulla Festa Nazionale del gatto 2009.

mercoledì 21 gennaio 2009

ANIMALI: AIDAA, 2.500 GATTI MANGIATI IN ITALIA DA INIZIO ANNO

- "Siamo alla vergogna, ad oggi possiamo parlare di almeno 2.500 gatti scomparsi dall'inizio dell'anno e presumibilmente finiti in padella, tutte le segnalazioni che ovviamente stiamo vagliando e verificando nel limite del possibile arrivano da localita' del Nord Italia e non si tratta in questo caso di sospetti di gatti uccisi e poi finiti in qualche ristorante orientale, come avviene in altri periodi dell'anno, ma di una tradizione culinaria tutta del nord Italia che ritorna prepotentemente ogni inverno. Chiediamo a tutti di evitare di uccidere e mangiare i gatti ricordando che l'uccisione ed il maltrattamento di un gatto sono puniti dal codice penale. Lo dichiara Lorenzo Croce, presidente nazionale dell'Aidaa, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente dopo le centinaia le segnalazioni di gatti che in questi giorni sarebbero finiti in padella.

"Ora rimane da capire -aggiunge Lorenzo Croce- se questi gatti vengono uccisi e mangiati solo a causa di una ignobile tradizione locale oppure se questo incremento rispetto ai dati degli scorsi anni possa essere un sintomo di situazioni di difficolta' economiche come del resto si e' gia verificato nei mesi scorsi alla periferia di Roma e a Tivoli, con dati suffragati da un'importante osservatorio sociale indipendente".

Fonte: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/39334


martedì 22 aprile 2008

Gatti

Questa foto l'ho scattata qualche giorno fa ad uno dei tanti gattidi mia zia che abita quà vicino: