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martedì 25 agosto 2009

Caccia nel parco del Conero

DAL 9 SETTEMBRE SI SPARA NEL PARCO DEL CONERO: LA LAC PROTESTA !

Dal prossimo 9 settembre si potrà sparare ai cinghiali dentro i confini del Parco Naturale Regionale del Conero. A deciderlo l’Ente Parco del Conero per tenere “sotto controllo” la presenza dei cinghiali nell’area protetta. La LAC Marche contesta duramente questa decisione da parte dell’Ente Parco perché, oltre a non risolvere il problema della presenza dei cinghiali, essa rappresenta solo l’ennesimo regalo per soddisfare la bramosia sparatoria dei cacciatori locali, ed è frutto della miopia politica con cui si affrontano le questioni della gestione faunistica in un’area protetta.

Se nel Parco del Conero ci sono i cinghiali è perché in passato qualcuno ce li ha immessi abusivamente, sperando poi che l’Ente Parco cedesse alle pressioni dei cacciatori e politici locali, come poi difatti è avvenuto, ed organizzasse quindi il “mattatoio” a cielo aperto. Infatti, è poco credibile che i cinghiali siano arrivati al Conero dall’entroterra marchigiano con le proprie zampe, attraversando senza problemi decine e decine di chilometri di territorio fortemente antropizzato e pieno di barriere ed ostacoli artificiali. Come è scandaloso che la Provincia di Ancona, ma soprattutto la Regione Marche rimangano in un distaccato e complice silenzio aspettando che cominci la mattanza. Dove sono gli Assessori Provinciali e Regionali che hanno la delega alle Aree Protette ? Che fine hanno fatto tutti quei politici che in passato si sono battuti per l’istituzione del Parco del Conero ???
Forse in vista delle prossime difficili Elezioni Regionali essi sono alla ricerca dei voti dei cacciatori e sono quindi complici dell’apertura della caccia al cinghiale in un’Area Protetta, anche se maldestramente mascherata da “caccia di selezione” ?!?
L’Ente Parco non ha mai comunicato ufficialmente a quanto ammonterebbe la popolazione dei cinghiali nel Parco tanto da giustificarne l’abbattimento e comunque si sarebbero potuti adottare provvedimenti meno cruenti come la cattura degli animali mediante appositi recinti ecc… A questo proposito, lo scorso 25 giugno, la LAC Marche aveva ufficialmente richiesto all’Ente Parco del Conero una serie di documentazione inerente questo prelievo faunistico, in particolare l’acquisizione della Valutazione d’Incidenza, il parere dell’ISPRA, il documento di accertamento attestante gli squilibri ecologici, ed il titolo di cessione di parte dei cinghiali abbattuti.
Ad oggi nessuna risposta ci è pervenuta da parte dell’Ente Parco, tanto che siamo stati costretti ad inviare una diffida alla Procura della Repubblica di Ancona per questa palese inadempienza da parte di un Ente pubblico. Non dimentichiamo che il Parco del Conero è principalmente una meta privilegiata per turisti, escursionisti, ciclisti, fungaioli, famiglie con bambini ecc…, e quindi consentire la caccia con l’uso di carabine, armi micidiali e con una notevole gittata, in un’area protetta così altamente frequentata rappresenterebbe un serio pericolo per l’incolumità di tante persone innocenti ! Facciamo quindi appello a tutti coloro che hanno a cuore il loro ambiente e la loro incolumità a far sentire la loro voce agli amministratori del Parco del Conero.

Danilo Baldini
Delegato responsabile della LAC per le Marche

Fonte: abolizionecaccia.it

lunedì 27 luglio 2009

Contro l'abbandono degli animali

Contro l'abbandono degli animali parte lo spot degli alunni di Mondolfo

Lo spot realizzato da una scuola elementare di Mondolfo, viene trasmesso sulle reti Mediaset e su varie emittenti locali nella settimana più 'calda' per gli abbandoni. Premiato dalle associazioni Gaia, Diamoci La Zampa e Lida.

Mondolfo (Pesaro), 26 luglio 2009 - Parte domani e durerà fino al 2 agosto la campagna televisiva contro l’abbandono degli animali domestici realizzata dagli alunni di una scuola elementare (Marotta - Campus di Mondolfo, in provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche), premiata dalle associazioni Gaia, Diamoci La Zampa e Lida. Lo spot viene trasmesso sulle reti Mediaset e su varie emittenti locali nella settimana più 'calda' per gli abbandoni di animali.

I giovanissimi creativi in erba hanno realizzato disegni semplici nelle forme, ma che trasmettono le sensazioni di un bambino e di un cane dal loro primo incontro: uno scambio di amore e di fiducia che troppo spesso viene bruscamente interrotto dal gesto egoista e irresponsabile di un adulto. Nel messaggio finale la cagnolina Allegra riporta, prima, le riflessioni dei bambini che hanno cercato di interpretare i sentimenti degli animali: 'Io darei la mia vita per te. Non abbandonarmi'.

Nella seconda parte, invece, Allegra e le Associazioni ‘L.I.D.A.’, ‘Gaia animali & ambiente' e ‘Diamoci La Zampa' ricordano a tutti che esiste un’alternativa all’abbandono. I cani, infatti, possono viaggiare sui treni, sui traghetti, andare sulle spiagge attrezzate e soggiornare in moltissimi hotel. Basta informarsi.

"L’abbandono è un reato da Codice penale - spiega il presidente di Gaia, Edgar Meyer - e si rischia fino a un anno di galera. In 10 anni 45.000 incidenti stradali sono stati causati da animali vaganti sulla rete auto stradale, con 4.000 feriti e 200 morti, alcuni dei quali bambini. Proprio i bimbi insegnano agli adulti, con questo spot, che abbandonare un animale è un atto stupido e incosciente".

Vai al portale degli animali

Da il Resto del Carlino

giovedì 2 luglio 2009

Chirocefalo del marchesoni

Chirocefalo del Marchesoni è un piccolo crostaceo rosso corallo, endemico del Lago di Pilato

Il chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus marchesonii Ruffo & Vesentini, 1957) è un crostaceo branchiopode della famiglia Chirocephalidae, endemico del Lago di Pilato (Marche).

Venne rinvenuto per la prima volta nel 1954 da Vittorio Marchesoni, direttore dell'Istituto di Botanica dell'Università di Camerino, durante una delle sue periodiche escursioni nei Monti Sibillini. Ulteriori campionamenti vennero effettuati successivamente da Ruffo e Vesentini (1957) che stabilirono che si trattava di una nuova specie. La nuova entità venne pertanto dedicata a Vittorio Marchesoni e denominata Chirocephalus marchesonii.

La caratteristica più interessante degli anostraci consiste nel loro adattamento ad ambienti sottoposti a forti stress stagionali. Si tratta soprattutto di raccolte d'acqua temporanee e piccoli bacini astatici, caratterizzati da un periodo di completa assenza dell'acqua (prosciugamento/congelamento) e/o da fluttuazioni di livello e, di conseguenza, anche da oscillazioni dei parametri fisico-chimici, a volte notevoli. Per far fronte a tali difficoltà ambientali essi producono forme di resistenza dette cisti, all'interno delle quali l'embrione, il cui sviluppo è arrestato allo stadio di gastrula, è isolato da una parete protettiva che gli consente di conservare la vitalità fino a che non si ricreano le condizioni idonee alla schiusa.

Vai al portale di Castelluccio di Norcia


giovedì 7 maggio 2009

Video dell'intervento di Dringa Milito Pagliara a Perugia nella sala dei Notari il 6 Maggio 2009

Video dell'intervento di Dringa Milito Pagliara a Perugia nella sala dei Notari il 6 Maggio 2009. Candidata dell'italia dei Valori al Parlamento europeo

Dringo Milito Pagliara ha deciso di candidarsi alle elezioni europee nella lista dell'Italia dei Valori, Italia Centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche) perchè appartiene a quella generazione di quarantenni che ha studiato il diritto comunitario, ha creduto nell'Unione Europea e ne ha visto realizzarsi il progetto.

Utilizzare bene i fondi europei, costruire infrastrutture e migliorare i trasporti significa garantire la qualità di vita dei cittadini, decongestionare il traffico nelle nostre città, aumentare l'occupazione e aiutare il commercio delle nostre piccole e medie imprese, aiutare i pendolari ad arrivare puntuali al lavoro, rilanciare il turismo, che è una straordinaria risorsa del nostro Paese.



Ecco l'intervento di Dringo Milito Pagliara fatto a Perugia nella sala dei notari durante la prensentazione dei candidati dell'Italia dei Valori il 6 Maggio 2009:



Fonte: Video dell'intervento di Dringa Milito Pagliara

giovedì 16 aprile 2009

Nasce finalmente il primo ospedale per gatti. Unico caso nella regione marche.



Unico caso nelle Marche. La città avrà un ospedale per gatti

Nasce il gattile sanitario in località Tre Ponti. L'assessore Gabbianelli: "E' una struttura necessaria visto che a Fano esistono ben 150 colonie feline"

gatto europeoSi è inaugurato il 10 aprile 2009, in località Tre Ponti il gattile sanitario comunale, una struttura unica nelle Marche in cui _spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Fano Fabio Gabbianelli: "Transiteranno gatti malati o infortunati".

"Una volta che i pazienti a quattro zampe saranno guariti verranno reinseriti nelle colonie feline oppure nell’Oasi Felina di via San Michele. A Fano, infatti esistono ben 150 colonie feline". Non si tratta di un normale gattile ma una specie di ospedale per i gatti fanesi.

mercoledì 17 ottobre 2007

Colfiorito (umbria)

Colfiorito è una frazione del comune di Foligno (PG), facente parte della Circoscrizione n. 7 "Annifo - Colfiorito". Il paese si trova su un vasto altopiano di circa 300 ha, ad una altitudine di 760 m s.l.m., lungo la Strada statale 77 della Val di Chienti, che congiunge Foligno a Macerata; parte dell'altopiano ricade sotto la giurisdizione del comune di Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata.
Posto a confine tra l'Umbria e le Marche, questo piccolo centro è considerato punto di collegamento tra il Tirreno e l'Adriatico, grazie allo snodo stradale della 77.
L'altopiano carsico deriva dal prosciugamento di sette conche lacustri, di cui rimane solo la palude, ed è occupato da circa 5.000 abitanti. Il paese in sé, secondo i dati Istat del censimento 2001, conta invece, 389 residenti.

Ai piedi del Monte Orve, vicino all'attuale cimitero di Colfiorito, si trovano 250 tombe ad inumazione, corredate di ceramiche, armi in ferro, ed oggetti ornamentali, alcuni risalenti al X secolo a.C.. Poco lontano si trovano resti di un villaggio dell'età del ferro (IX secolo a.C.). Già durante il periodo romano, nel 178 a.C., l'abitato era municipio col nome di Plestia o Plestina: scavi archeologici hanno scoperto resti di edifici tardo-repubblicani, quali un foro, un tempio e altri edifici con pavimenti a mosaico e portici...Leggi tutto

Fonte: Verde Umbria