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martedì 7 luglio 2009

Mimi Ayuara: Mimi e la nazionale di pallavolo

Mimi e la nazionale di pallavolo

Ciao a tutti,
da un po' di giorni ho iniziato a guardare le puntate di questo splendido cartone: Mimi e la Nazionale di pallavolo, ve lo ricordate? Secondo me è uno dei cartoni più belli che hanno mai trasmesso in Tv.

Mimì e la nazionale di pallavolo / Quella magnifica dozzina è uno spokon anime giapponese, prodotto nel 1969 dalla Tokyo Movie Shinsha, con la regia di Okabe Eiji e Kurokawa Fumio. La serie si compone di 104 episodi e deriva dal fumetto di Urano Chikako.

In Italia è andata in onda a partire dal 1981 con una prima tranche di 25 episodi sulle tv locali con il titolo Quella magnifica dozzina in cui la protagonista veniva chiamata solo "Ayuhara".

Trama di Mimi e la Nazionale di pallavolo

La serie che ha aperto il filone dei cartoni animati sportivi....E' un cult dell'animazione anni Sessanta - Settanta e, se si guardano i disegni e l'animazione, lo sforzo di produzione è stato davvero notevole.
Ritroviamo in Mimì le peculiarità dei cartoni sul filone sportivo: lo spirito di sacrificio, la tenacia e la costanza negli allenamenti, l'amicizia come primo valore, la sfida continua con se stessi per raggiungere il massimo (le Olimpiadi).
La trama è la solita: Mimì scopre la sua passione e le sue potenzialità nella pallavolo e le porta avanti, sfida dopo sfida, per arrivare alle vittorie ultime, sia nei campionati mondiali che con la nazionale.
Ovviamente non possono mancare le situazioni inverosimili, come la palla che scompare o i tiri che vanno al di là di ogni legge della fisica.
Il grosso limite di questo cartone credo sia il tono, in più punti troppo drammatico e spesso angosciante per il pubblico più giovane: ricordo l'ormai celebre episodio dell'allenamento con le catene oppure il trattamento riservato alle giocatrici, più da tortura che da gare sportive.
Probabilmente proprio per questo Mimì non ha conosciuto nuove repliche (che si sono interrotte, su Mediaset, nel 1995) a differenza di Mila e Shiro, simile nei contenuti ma sicuramente con un tono più ironico e scanzonato.


mercoledì 17 giugno 2009

Lupi in Italia: pochi e minacciati

Per la difesa dei lupi italiani è pronto un accordo internazionale.

La Regione Liguria è impegnata in una notevole attività diplomatica a favore del lupo. «Per la sua posizione geografica che mette in connessione le Alpi con gli Appennini, la Liguria svolge una importante funzione di “ponte” per le popolazioni di lupo appenniniche e alpine», spiega l’assessore all’ambiente Franco Zunino, che ha chiamato a collaborare anche le regioni confinanti, a cominciare dal Piemonte e ha predisposto un Protocollo di accordo internazionale tra Italia, Francia e Svizzera.

I lupi, da poco tornati timidamente nei nostri boschi, non tarderanno ad avvicinarsi agli allevamenti di ovini e occorre sapere in anticipo come organizzare il risarcimento degli allevatori in caso di danni. Ma i risarcimenti non possono essere l’unica risposta.

La tutela del lupo richiede il recupero di un modo antico di gestire gli allevamenti. Secondo Carmine Esposito, che ha appena scritto un volume illustrato sul lupo (pubblicato dall’editore Franco Muzzio), «bisogna salvare il pastore per proteggere il lupo».

Nel senso che occorre restituire al pastore le conoscenze che servono a difendere il gregge senza aggredire il predatore. «Sorvegliare il bestiame, custodirlo in recinti a prova di predatore, affidarlo al cane da guardia più adatto alla difesa del gregge».

Più di un allevatore ha accusato le autorità di preferire la tutela del lupo a quella degli uomini e delle loro attività economiche. Ma la questione, secondo Esposito, è mal posta.

«Bisogna capire che la convivenza tra il lupo e le attività economiche delle zone interne è possibile. Certo, non si possono annullare i momenti di contrasto, ma si possono ridurre a livelli perfettamente tollerabili».

Nei parchi dell’Antola e dell’Aveto sono partite le iniziative di studio. Oltre al censimento, occorre individuare i “corridoi ecologici”, ossia le zone da riservare alla protezione, così come chiede l’Unione europea.

Un altro problema è evitare che branchi di cani randagi, a confronto dei quali i lupi sono spesso innocui come agnelli, possano impadronirsi del territorio e delle risorse messe a disposizione del lupo.

Il confronto è schiacciante: a fronte di 9 milioni di cani randagi censiti in Italia, i lupi sono stimati in poche centinaia su tutto il territorio nazionale. Ma c’è chi ha ancora paura di loro.

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martedì 16 giugno 2009

Holly e Benji

La storia di "Holly e Benjy"

Oliver Atton, detto Holly, é un ragazzino che si é appena trasferito in un nuovo paese con la sua famiglia, la madre e il padre che per la verità , essendo capitano di una nave, non é quasi mai a casa. L'unico amico di Holly in questa nuova realtà é l'inseparabile pallone, calciando il quale va su e giù per le strade del paese. È così che incontra casualmente Arthur, un bambino del posto, pure appassionato di calcio, anche se piuttosto scarso, che frequenta la scuola della Niupi, la stessa dove andrà Holly. Arthur porta Holly a vedere un allenamento della scuola rivale, il fortissimo San Francis dell'insuperabile portiere Benjamin Price, detto Benji.
Holly sfida Benji, dicendo che sarebbe riuscito a segnargli un goal dopo aver dribblato l'intera squadra avversaria e...ci riesce. Benji si congratula con Holly, la rivincita si avrà con la sfida per qualificarsi al campionato regionale tra la Niupi e il San Francis. La partita finisce 1 a 1, così le due squadre si fondono per il campionato nella nuova squadra, la Newteam, squadra di cui viene presto a far parte anche Tom Becker, un ragazzo fortissimo che a causa dei continui trasferimenti del padre ha già giocato in molte squadre del Giappone.

Nel corso degli anni la Newteam diventa una delle squadre più forti a livello nazionale, e vince il suo primo campionato battendo in finale la forte squadra della Mappet, la cui stella é il fortissimo Mark Lenders, dotato di un fisico e di una potenza eccezionale. Altra grande star della Mappet sono il misterioso portiere Ed Warner, agile come nessun altro, esperto di arti marziali, che fa la sua apparizione nelle fasi finale del campionato dopo essere stato lontano dai campi di gioco per molto tempo. Un altro ottimo giocatore é il giovanissimo Danny Mallow, che diventerà sempre più forte col passare degli anni. Altre grandi squadre sono la Flainet di Philippe Callaghan, la Mambo di Julian Ross, considerato il più forte giocatore tra i giovani nipponici, ma che purtroppo deve far fronte a gravi problemi cardiaci che non gli permettono di giocare molto. Molto competitive sono anche la Otomo di Patrick Everett e Jack Morris, un ex della Newteam, la Hot Dog dei gemelli Derrik, grandi acrobati, che hanno come punto di forza la mitica catapulta infernale.

Altri forti giocatori sono il portierone gigante Sellers, il grosso difensore Yuma e il suo compagno Sandy. A un certo punto della serie Ed, Mark e Danny si trasferiscono nella squadra della Toho, battano gli ex della Mappet in semifinale e giungono nuovamente in finale dove ritrovano nuovamente la Newteam orfana di Benji trasferitosi in Germania, e di Tom che gira per il mondo con suo padre. In porta gioca ora Alan Croker, che pian piano cresce fino a diventare un buon portiere, cresce anche Bruce Harper un arcinio difensore, così come i cursori di fascia Jonny Mason e Ted Carter. Questa volta la sfida termina in parità, le squadre si spartiscono il trofeo.
Comincia così l'avventura con la nazionale giapponese, che schiera tutti i migliori protagonisti del campionato. Per tutto questo tempo lo scopo di Holly é stato quello di vincere il campionato per poter raggiungere Roberto Cedinio in Brasile. Roberto é un ex giocatore del Brasile che ha dovuto interrompere la carriera per una malattia e aveva promesso a Holly di portarlo con lui nel suo paese se avesse raggiunto dei grandi obiettivi sportivi. Anche Mark ha un grande obiettivo. Vincere per avere una borsa di studio, per poter così mantenere la sua famiglia.

In occasione dei mondiali Holly ritrova Benji e Tom e può finalmente giocare in coppia con il rivale Mark, tra i quali vi é sempre stato un gran rispetto reciproco. In nazionale giocano anche Philippe, Ed, Danny, Bruce, i Derrick, Yuma e Julian, anche se più in veste di accompagnatore che di giocatore. Tra le nazioni più forti al mondo ci sono l'Argentina, la Francia di Pierre, che diventa presto amico di Holly, l'Italia dell'forte portiere Zoffetti, ma soprattutto la Germania di Schneider, detto il Kaiser, cioé l'imperatore, considerato il giovane calciatore più forte del mondo. Ma contro ogni pronostico, la generazione di fenomeni nipponici riesce passo dopo passo ad eliminare tutte le favorite, raggiungendo la finale conto la Germania, diventando campioni del mondo giovanili.


venerdì 12 giugno 2009

Trovata orsa morta nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Trovata orsa morta nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Una femmina di 5/8 anni, del peso di circa quaranta chilogrammi, e' stata trovata morta ai margini di bosco a quota 1945 metri in localita' Valle Orsara, sulle pendici del Monte Campitello, in Comune di Scanno (L'Aquila), all'interno della Riserva Integrale del Parco.


Il ritrovamento e' avvenuto su segnalazione di alcuni escursionisti diretti sul Monte Marsicano che lo hanno segnalato al Corpo forestale dello Stato di Castel di Sangro.
Al recupero della carcassa, oltre gli Agenti del C.T.A. e un Reparto Guardie del Parco hanno partecipato anche ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale dell'Universita' ''La Sapienza'' di Roma, titolari di una ricerca scientifica in corso.

Da una prima ricognizione esterna della carcassa non sono emersi ulteriori elementi utili per accertare definitivamente la causa della morte. Comunque, l'eta' adulta del soggetto, che indica una piena maturita' biologica dell'animale e la localita' di alta montagna in cui e' stata rinvenuta ''richiedono ulteriori accertamenti, sia anatomopatologici che tossicologici al fine di escludere con certezza cause di morte riconducibili all'uomo (bracconaggio, avvelenamenti), presso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo competente territorialmente'', come recita una nota del Pnalm. Nei prossimi giorni continueranno i pattugliamenti delle Guardie del Servizio Sorveglianza del Parco e degli Agenti del Cta/Cfs coordinati dal capo della Forestale del Parco Luciano Sammarone, allo scopo di verificare l'integrita' del territorio intorno al luogo di ritrovamento dell'orsa morto, per escludere quindi cause esterne, avvelenamenti o altro che possa essere da causa della morte.

Fonte: Ansa

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martedì 17 febbraio 2009

Festa nazionale del gatto 2009

Il 17 febbraio è il giorno della Festa nazionale del gatto. Iniziativa nata dalla fervida mente della giornalista e gattofila Claudia Angeletti che nel 1990, attraverso le pagine della rivista "Tuttogatto", promosse un referendum tra i lettori per scegliere il giorno dell'anno più adatto a festeggiare questo nostro straordinario amico.

E' stato scelto il mese di febbraio perché è nel segno dell'Acquario, segno zodiacale degli spiriti liberi, intuitivi ed anticonformisti come solo i gatti sanno essere. Il giorno 17, numero scaramantico perché si può leggere 1 e 7, una vita per sette volte e il gatto, per tradizione popolare, ha sette vite.

Non mi rimane che fare tanti auguri a tutti i mici del mondo.
Per saperne di più vai all'articolo sulla Festa Nazionale del gatto 2009.