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martedì 5 maggio 2009

Che cos'è la Kabbalah?

Che cos'è la Kabbalah?

La Kabbalah – la più antica forma di saggezza spirituale – ha le chiavi a lungo nascoste per i segreti dell’universo così come le chiavi per i misteri del cuore e dell’anima umana. Gli insegnamenti cabalisti spiegano le complessità dell’universo materiale e non materiale, così come la natura fisica e _meta_fisica di tutta l’umanità.

La saggezza della Kabbalah è uno strumento scientifico per studiare il Mondo Spirituale. Per esplorare il nostro mondo, usiamo le scienze naturali come la fisica, la chimica, e la biologia. Ma le scienze naturali studiano solo il mondo fisico che percepiamo con i nostri cinque sensi. Per comprendere pienamente il mondo nel quale viviamo, abbiamo bisogno di uno strumento di ricerca che possa esplorare il regno nascosto, quello che i nostri cinque sensi non possono percepire. Questo strumento è la saggezza della Kabbalah.

Secondo la saggezza della Kabbalah, la realtà consiste di due forze, o qualità: il desiderio di ricevere ed il desiderio di Dazione, di dare in assoluto. Siccome il desiderio di Dazione vuole dare, crea un desiderio di ricevere, allora è più comunemente chiamato con il nome “il Creatore”. Dunque, tutta la Creazione, inclusi noi, siamo manifestazioni di questo desiderio di ricevere.

Usando la Kabbalah, possiamo lavorare con le forze fondamentali della realtà – ricezione e Dazione – per il nostro beneficio. Non ci insegna solo il disegno della Creazione, ma anche come possiamo diventare disegnatori, onnipotenti ed onniscienti come il Disegnatore originario della realtà.

La Kabbalah è una filosofia esoterica per menti già molto preparate, infatti secondo chi l'ha inventata, gli ebrei, non è possibile studiarla prima dei 40 anni. Chi si può avvicinare ad essa ed analizzarne l' essenza viene già da una vita di meditazione, studi e scambi con persone già molto avanzate spiritualmente.

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mercoledì 18 marzo 2009

La fraternità di Chiara Lubich nella casa di S. Benedetto

Primo convegno a Norcia su Chiara Lubich

L'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia e il Movimento dei Focolari dell'Umbria ricordano, ad un anno dalla morte, l'eredità culturale e spirituale di Chiara Lubich. Venerdì 20 marzo a Norcia, vigilia della festa di S. Benedetto, si terrà un convegno - nel complesso di S. Francesco, a partire dalle 9.30 - dal titolo "Città in rete in terra d'Umbria". Illustri relatori evidenzieranno il nucleo più significativo della Spiritualità dell'Unità che caratterizza il carisma di Chiara Lubich, la sua proposta della Fraternità universale nell'orizzonte della città e le radici storiche umbre della fraternità. La mattinata si concluderà con la firma, nella Sala dei Quaranta del Comune, di una lettera d'intenti tra alcuni Comuni dell'Umbria, primo, eventuale passo di adesione all'Associazione Città per la Fraternità. Si vuole proporre un'esperienza di dialogo e confronto tra Comuni ed altri enti locali che sentono, nell'ambito del più vasto e complesso lavoro di tipo politico-amministrativo, la necessità di promuovere un laboratorio permanente di esperienze positive da mettere in rete e da moltiplicare. L'iniziativa è partita da alcuni sindaci italiani - capofila è il primo cittadino di Rocca di Papa (Lazio), Pasquale Boccia - che negli anni hanno consegnato a Chiara Lubich la cittadinanza onoraria. Con la firma della lettera di intenti si vuole creare una sorta di pensatoio per progettare le città del futuro, per pensarle come contenitori di fiducia, come spazi dove sviluppare relazioni nuove, come luoghi di rapporti contagiosi, come risposte alle profonde domande che l'umanità si pone. Questo progetto, dunque, vuole essere raccordo e spazio, autonomo ed indipendente, per la conoscenza, lo scambio di informazioni e lo sviluppo della collaborazione tra chi intende lavorare per la fraternità.