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mercoledì 22 luglio 2009

Jennifer Lopez su Michael Jackson



Jennifer Lopez su Michael Jackson

Michael Jackson è stato, per me, tutto ciò che un performer e una superstar debbano essere: generoso, premuroso, passionale, un perfezionista, generoso e "esagerato"(?)...e come tutte le stelle cadenti più luminose, se n'è andato troppo presto.

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martedì 7 luglio 2009

Funerale di Michael Jackson in mondovisione

Oggi l'addio a Michael Jackson, in mondovisione


Alle 8 del mattino, ora di Los Angeles (le 17.00 in Italia), la famiglia Jackson si riunisce al al Forest Lawn Mortuary per una cerimonia funebre strettamente privata. In quello stesso cimitero il corpo di Michael verrà sepolto ma - contrariamente a quanto precedentemente annunciato - la bara verrà prima condotta allo Staples Center dove alle 10 ora locale (le 19.00 qui) avrà inizio lo spettacolare memorial di cui si parla da giorni, trasmesso in Tv e Internet in mondovisione.

Tra le star che hanno confermato la loro presenza ci saranno Mariah Carey, che canterà I'll Be There dei Jackson 5, Jennifer Hudson, Lionel Richie, Smokey Robinson, John Mayer, Brooke Shields; le star del basket Kobe Bryant and Magic Johnson, il fondatore della Motown Berry Gordy, i figli di Martin Luther King, Bernice e Martin Luther King III e i reverendi Jesse Jackson e Al Sharpton. Oltre alla Carey potrebbero esibirsi anche Usher, Stevie Wonder, Diana Ross e Justin Timberlake. Assente la 77enne storica amica del cantante, Elisabeth Taylor. "Semplicemente non credo che Michael avrebbe voluto che condividessi il mio dolore con milioni di altre persone. Ciò che sento resta tra noi due. Non è un evento pubblico". Queste le parole dell'attrice.

Intanto, sul fronte delle inchieste, la polizia starebbe cercando un secondo medico, Thome Thome, oltre a quello personale di Jackson, Conrad Murray, che ha appena assunto un avvocato. La versione più accreditata è che a Jackson, morto verosimilmente di arresto cardiaco, sono stati somministrati troppi medicinali, tra cui l'antidolorifico Demerol.


lunedì 29 giugno 2009

Jackson disperato avrebbe detto: Meglio che io muoia, sono finito

Il re del pop era malato ai polmoni, non poteva più cantare

Jackson disperato avrebbe detto: «Meglio che io muoia, sono finito»

Michael Jackson potrebbe essere morto per cause naturali, ma solo se possono essere chiamate naturali le sue condizioni culminate nello stress di un impegno che non sarebbe mai stato in grado di portare a termine. Questa è la conclusione dopo la ricostruzione della vicenda così come è proposta su MailOnline da Ian Halperin, il giornalista che segue da anni i travagli di Jackson e che, con tragica profezia, aveva scritto nel dicembre scorso che il cantante non aveva più di sei mesi di vita. «Non poteva reggere un concerto, figuriamoci 50», ha scritto Halperin. «Non poteva cantare. Certi giorni non riusciva a parlare. Non ballava più. A Londra si profilava un disastro, e secondo l’opinione di gente della sua cerchia Michael aveva propositi suicidi». Del resto, una settimana fa, a Jackson sfuggì un «meglio che io muoia, sono finito».

Erano in troppi, creditori, familiari, banchieri, impresari, e lui stesso oppresso dai debiti, a voler mungere dal suo talento i milioni che i suoi fans erano disposti a pagare per rivederlo in carne e ossa. Più ossa che carne, in verità: pesava 56 chili, capelli grigi coperti con parrucche corvine, e si reggeva in piedi con un micidiale cocktail di antidepressivi e antidolorifici: Vicodin, Dolaudil, Xanax, Zoloft, Demerol, Vistaril, Paxil, Prilosec. Gli anni passati a lottare contro le accuse di pedofilia gli avevano scosso l’equilibrio psicologico, ma contro Jackson avrebbe giocato fin dalla nascita pure una situazione genetica negativa. Una fonte vicina al cantante ha rivelato che soffriva della deficienza genetica di una proteina, la alfa-1 antitripsina (Aat), che viene prodotta nel fegato. Il ruolo principale della Aat è quello di proteggere i polmoni. Jackson, tra i tanti farmaci, ha ricevuto iniezioni regolari di Aat per anni, mantenendo una vita quasi regolare: ma le maschere respiratorie che ne hanno accompagnato l’immagine per tanto tempo, e in certi periodi l’uso della sedia a rotelle per spostarsi, sarebbero la prova di queste difficoltà polmonari crescenti. La carenza di Aat può infatti degenerare in enfisema polmonare, ossia in una dilatazione anormale e permanente degli alveoli polmonari, le cui pareti perdono elasticità. Jackson e la sua cerchia sapevano della estrema precarietà dell’impresa londinese, quindi. Non a caso alla star era stato fatto credere in un primo tempo che le serate sarebbero state 10 non 50.

La verità sulla fine di Michael Jackson in termini clinici la si avrà con i risultati delle due autopsie, l’ufficiale e la privata, voluta da familiari e amici. Il reverendo Jesse Jackson, che è da sempre vicino ai parenti della star, ha detto alla Cnn che «questo affare si è trasformato da richiesta di informazioni a indagine di polizia. Non c’è ancora pace. Non sappiamo che cosa sia successo e abbiamo bisogno di saperlo. Michael non era malato prima di giovedì». Ieri sono arrivate alla famiglia anche le condoglianze personali di Barack Obama il presidente Usa, che riteneva Jackson «una star dalla vita tragica». Ora l’ultima parola spetta agli investigatori, alle autopsie, se la seconda darà risposte bisognerà attendere il verdetto di quella del coroner, che interviene nei casi di morti sospette. Le procedure sono diverse: il medico ufficiale cerca prove per il tribunale. Tra l’altro, può intervenire sul cervello, fino a rimuoverlo e conservarlo per valutare i danni provocati anche in passato dall’uso di sostanze particolari. Le indagini del patologo privato potrebbero dare risposte non collimanti, e ciò aggiungerà dolore a un dramma che ha colpito più di tutti i tre figli di Jackson. Prince era presente nel momento in cui il papà, dopo l’iniezione fatale, è crollato sul pavimento: pensava che scherzasse. Ma presto il ragazzino ha capito, e si è impietrito nell’angoscia mentre il medico e la guardia del corpo cercavano di rianimarlo. Quando è stato chiamato il 911 dall’emergenza, erano passati minuti forse decisivi per la fine del mito.

A conferma del giallo gli agenti di Los Angeles hanno interrogato per tre ore Conrad Murray, il medico personale di Jackson. I poliziotti avevano perquisito la sua Bmw alla ricerca di tracce utili a capire le responsabilità del medico, che era stato assunto dalla Aeg Live, società per i concerti londinesi che dovevano segnare il ritorno sul palco della star. Secondo il presidente di Aeg era stato lo stesso Jackson a richiedere di poter disporre dell’assistenza di Murray, 51 anni, afro-americano padre di sei figli avuti da cinque donne, con qualche pendenza per mancati riconoscimenti di paternità e alimenti negati. Per i suoi legali Edward Chernoff e Matthew Alford, «Murray ha aiutato a ricostruire le circostanze della morte della icona del pop». Il medico continuerà a mantenersi a disposizione delle autorità, ma «non è un sospettato». Chernoff ha anche definito «assolutamente falsa» la notizia secondo cui il suo assistito avrebbe fatto alla pop star una iniezione di un potente painkiller appena prima del decesso: «Niente Demerol, niente OxyContin», ha detto il legale, aggiungendo che Murray entrò nella camera da letto di Jackson «fortuitamente» quando il cantante era già privo di coscienza «e non stava respirando. Controllate le pulsazioni, che ancora si percepivano, deboli, nell’arteria femorale, il cardiologo ha cercato di praticare la rianimazione d’urgenza».

venerdì 26 giugno 2009

Morto Michael Jackson re del pop


Morto il cantante Michael Jackson re del pop per un arresto cardiaco

Michael Jackson, il ragazzo prodigio diventato Re del Pop ma poi coinvolto in umilianti vicende giudiziarie, e' morto a Los Angeles all'eta' di 50 anni per arresto cardiaco. La notizia della morte del cantante e' stata confermata da fonti dell'ospedale di Los Angeles dove era stato portato d'urgenza dopo che dalla sua abitazione era giunta la richiesta di un'ambulanza.

Il dramma era cominciato giovedì poco dopo mezzogiorno, ora di Los Angeles, con una telefonata dalla villa del cantante, nel quartiere di Holmby Hills, ai servizi di emergenza. Il personale paramedico aveva trovato Jackson in condizioni gravissime. Avevano cercato di rianimarlo durante il tragitto dalla abitazione all'ospedale Ucla di Los Angeles. Le sue condizioni erano apparse disperate. All'ospedale avevano cominciato a giungere i suoi familiari mentre all'esterno si affollavano i media e i fans che avevano cominciato ad apprendere dalle Tv le condizioni disperate di Michael Jackson.

Il cantante avrebbe dovuto cominciare dal prossimo mese a Londra un tour mondiale che avrebbe segnato il suo ritorno al mondo dello spettacolo dopo le vicende giudiziarie che lo avevano portato alla ribalta della cronaca per l'accusa di molestie sessuali a minorenni, . Ma il ritorno sul palcoscenico dell'ex Re del Pop appariva una corsa ad ostacoli e alcuni di coloro che l'avevano visto impegnato nelle prove dello spettacolo avevano espresso l'opinione che il cantante non fosse ancora pronto, fisicamente, all'impegnativo compito. Timori che erano stati confermati dalla decisione degli organizzatori di ritardare l'inizio dell'atteso tour mondiale che avrebbe potuto fruttargli oltre 50 milioni di dollari ponendo denaro sul suo conto di cui aveva assoluto bisogno a causa delle spese sfrenate sostenute negli ultimi anni che lo avevano portato ad indebitarsi pesantemente. Nonostante la vendita in tutto il mondo di milioni di copie dei suoi dischi - l'album 'Thriller' aveva battuto tutti i primati in materia - il suo stile di vita eccentrico e costoso lo aveva messo in cattive acque finanziarie.

Rovinoso per la sua carriera era stato il processo del 2005 in California per rispondere della accusa di molestie sessuali verso un minorenne ospitato nel suo ranch Neverland: il cantante era stato assolto ma la vicenda giudiziaria aveva distrutto per molti anni la sua attivita' artistica e l'aveva provato anche in modo pesante sul piano fisico riducendolo all'ombra del personaggio pieno di energia e vitalita' su cui aveva basato la sua carriera...Leggi tutto sulla morte di Michael Jackson