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sabato 1 agosto 2009

L'aborto chimico divide l'Italia

L'aborto chimico divide l'Italia

Il ministro Sacconi all'Aifa: "Il farmaco va usato nel pieno rispetto della legge 194". Dato confortante: Le interruzioni di gravidanza sono in costante calo.

Il giorno dopo il via libera da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla commercializzazione della pillola abortiva Ru486 in Italia è già bagarre. A sinistra c'è un vago trionfalismo e inutili accuse d'ingerenza al Vaticano che non ha approvato la scelta. A destra, invece, perplessità. Il vero nodo, infatti, sono le modalità d'utilizzo previste per l'aborto chimico dal giorno del ricovero a espulsione del feto avvenuta. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha inviato una lettera all'Agenzia per chiedere indicazioni «circa i modi di utilizzo del farmaco» affinchè esso sia vincolato nella prassi al rispetto della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. «Come Ministero, in collaborazione con l'Aifa - afferma Sacconi - abbiamo il dovere di vigilare affinchè l'uso del farmaco non comporti il minimo rischio di indebolimento delle garanzie e dei presidi previsti dalla legge 194 a tutela della salute della donna, anche nell'ambito fondamentale della prevenzione» «L'Aifa ha messo dei paletti - ci dice, invece, il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella - l'aborto chimico deve avvenire nelle strutture pubbliche. Gli esperti ora devono fare una delibera tecnica per applicare la 194 a questo metodo. Il problema è sapere come fare prevenzione se poi l'aborto tende a essere privatizzato».

C'è già stata una sperimentazione in Italia? «Sono pochissimi casi, circa 2000, in Emilia Romagna e tutti sotto forma di day hospital. L'iter dell'aborto chimico è complesso. Prevede l'assunzione di due farmaci in frequenza che provocano l'espulsione di una parte del feto - prosegue Roccella - poi vengono somministrate le prostaglandine che danno contrazioni e favoriscono in enro una settimana, l'aborto vero e proprio. La donna a casa, deve controllare il flusso del sangue e la temperatura nonchè l'avvenuta espulsione. Emorragia e infezione sono i rischi maggiori. Spesso è necessario fare un raschiamento finale per evitare complicanze». Da noi un protocollo ancora non c'è, dunque? «No ma è significativo il fatto che gli aborti sono in diminuizione. Un dato controcorrente rispetto al resto d'Europa». Cosa pensa delle accuse d'ingerenza al Vaticano che sì è scagliato contro la decisione dell'Aifa? «Ogni volta che la Chiesa interviene si parla d'ingerenza. Il Vaticano è una libera voce e ha il diritto d'esporre le proprie posizioni. La politica decide in autonomia».

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Fonte: Il Tempo

venerdì 31 luglio 2009

Pillola Abortiva RU-486


L'Agenzia del farmaco approva l'uso della Ru 486 ma solo in ospedale. La condanna dell Chiesa: "Veleno letale, intervenga il governo"

Via libera a maggioranza dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva Ru 486.

Il Consiglio di amministrazione dell'Aifa ha infatti approvato l'immissione in commercio del farmaco in Italia. Sui cinque componenti del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco, sono stati quattro a votare a favore del via libera per l'arrivo della pillola abortiva in Italia. Uno solo, secondo quanto si è appreso, il voto contro. La pillola abortiva è già commercializzata in vari paesi.

La pillola abortiva Ru486 potrà essere utilizzata in Italia solo in ambito ospedaliero, così come la legge 194 prevede per le interruzioni volontarie di gravidanza. Lo ha spiegato al termine della lunga riunione del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia del farmaco, Giovanni Bissoni, assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna e componente del Cda. Il Consiglio superiore della Sanità ha affermato in due diversi pronunciamenti la necessità che dopo l'utilizzo della Ru 486 la donna «deve essere trattenuta» in ospedale o altra struttura prevista «fino ad aborto avvenuto». Una decisione non scontata nonostante il parere positivo già espresso dal Comitato tecnico-scientifico della stessa Aifa nelle scorse settimane....Leggi tutto sul via libera alla pillola abortiva